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Pantisano presidente della Linke con il 53%: lavoro, pace e radici calabresi al centro

Luigi Pantisano, italo-tedesco cresciuto vicino a Stoccarda, è stato nominato presidente della Linke con il 53% dei consensi a Potsdam; al suo fianco Ines Schwerdtner, confermata con l'86%, e un programma incentrato sul lavoro, la casa e la pace

Pantisano presidente della Linke con il 53%: lavoro, pace e radici calabresi al centro

Il congresso della sinistra tedesca, riunito a Potsdamha scelto Luigi Pantisano come nuovo presidente della Linke con il 53% dei voti. Figura simbolica per il suo intreccio di radici italiane e vita tedesca, Pantisano è nato in Germania da genitori venuti dalla Calabria e ha fatto leva sulla propria storia personale per costruire la piattaforma politica che ha presentato ai delegati. Accanto a lui resta la copresidenza di Ines Schwerdtnerrieletta con l’86% dei consensi.

La nomina arriva in un momento di delicati equilibri interni al partito: il risultato del 53% è considerato contenuto rispetto alle aspettative di una parte della base e riflette tensioni già emerse durante il congresso tra i circa 500 delegati riuniti nel Brandeburgo. Pantisano ha messo subito in chiaro la priorità del suo mandato: porre il tema del lavoro e della tutela delle classi popolari al centro dell’azione politica, opponendosi al riarmo e rilanciando l’impegno per la pace.

Le radici personali e il richiamo al mondo del lavoro

Nel suo intervento introduttivo Pantisano ha raccontato la storia della propria famiglia: figli di Gastarbeiter originari della Calabriai suoi genitori hanno lavorato duramente per offrire un futuro alla prole. Ha detto di aver «imparato da loro a combattere» e di voler portare questa esperienza nella politica quotidiana. Da adulto, Pantisano ha visitato luoghi di lavoro come Bremenhaven e ha raccontato le condizioni di chi fatica per mantenere la propria famiglia: «persone che lavorano sodo, che non hanno tempo di vedere i loro figli se non nel weekend», ha ricordato durante il congresso.

Programma sul lavoro e critica al modello avversario

Il nucleo programmatico presentato dal nuovo leader insiste sulle tutele per i lavoratori e su misure che contrastino le disuguaglianze economiche. In questa cornice Pantisano ha attaccato il leader conservatore Friedrich Merz con parole nette: «Merz vuole solo rendere ancora più ricchi i suoi amici ricchi» e ha denunciato proposte che, a suo dire, porterebbero a ridurre i diritti dei lavoratori, evocando lo sconvolgente confronto tra l’idea di una giornata lavorativa di 13 ore e l’attuale standard di 8 ore. Ha inoltre citato la soglia d’età lavorativa di 70 anni come esempio di scelte che la Linke intende contrastare.

Posizioni su pace, casa e identità politica

Pantisano ha ribadito che la Linke rimane l’unico grande partito in Parlamento che mette al centro della propria piattaforma la pace e rifiuta il riarmo. Ha pronunciato con forza la frase «Noi della Linke vogliamo la pace», sottolineando la distanza dalle scelte di politica estera che prevedono invii di armamenti. Sul piano interno, la questione dell’abitare è stata definita una priorità: la Linke ambisce a mettere un freno alla speculazione sugli affitti e a considerare l’abitare come un diritto piuttosto che come una merce.

Dal punto di vista dell’identità politica, Pantisano ha parlato apertamente delle discriminazioni sperimentate nella sua infanzia nei pressi di Stoccarda e ha sottolineato come questo vissuto alimenti il suo impegno. Ha inoltre stigmatizzato atteggiamenti di disprezzo sociale con una frase destinata a restare: «Il problema non sono quelli che arrivano in Europa su un gommonema il disprezzo di quelli che volano sulle nostre teste con i jet privati».

Il nuovo presidente è anche parlamentare al Bundestag dal 2026dove ricopre il ruolo di vicecapogruppo della Linke, e ha voluto trasmettere l’intenzione di riavvicinare il partito ai lavoratori non solo a parole ma anche organizzando il loro protagonismo all’interno del partito. Sul piano elettorale, la Linke è oggi attestata tra il 10-12% dei consensi, in avvicinamento ai socialdemocratici dati fra il 12-13%mentre il progetto politico di Sara Wagenknecht resta al di sotto della soglia parlamentare.

La leadership di Pantisano segna anche un primato storico: è la prima volta in circa 80 anni che una figura di origine italiana raggiunge la guida di un grande partito tedesco. Pur consapevole delle critiche per la modestia del margine elettorale che lo ha portato al vertice, il neo-presidente ha cercato di trasformare quelle tensioni in una piattaforma orientata a temi concreti e capaci di parlare alle persone che lavorano.

Nel corso del congresso non sono mancati momenti di confronto acceso e interventi polemici verso i vertici del partito, che hanno espresso la necessità di ricostruire consenso su basi sociali e programmatiche. La scelta di Pantisano e la rielezione di Schwerdtner indicano una direzione: un ritorno esplicito ai temi del lavoro, della casa e della pace come strumenti per ricomporre la base e confrontarsi con l’agenda politica nazionale.

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