Negli ultimi sei anni il mercato degli affitti a Catanzaro ha registrato una crescita sorprendente. Secondo le analisi di un importante portale immobiliare, il valore medio richiesto per metro quadrato è passato da 4,7 a 10,1 euro, con un incremento complessivo del 115,7%. Applicato a un appartamento di cento metri quadrati, il risultato è un canone teorico che supera i mille euro al mese. Si tratta di una cifra che attira subito l’attenzione, ma che da sola non racconta l’intera storia.
Il presidente di Confedilizia Calabria e Catanzaro Sandro Scoppa, ricorda che i dati riportati riguardano i prezzi richiesti negli annunci, non necessariamente i contratti firmati. La media calcolata è una stima, non il canone reale di ogni unità abitativa. La città presenta una forte eterogeneità: zona, stato dell’immobile, presenza di arredi, durata del contratto e destinazione d’uso possono far variare notevolmente i valori richiesti.
L’aumento del 115,7% dei canoni a Catanzaro in sei anni
Il balzo dal 4,7 al 10,1 euro al metro quadrato indica una tendenza di pressione al rialzo che supera di gran lunga l’inflazione nazionale. Il fenomeno è stato evidenziato in un dossier pubblicato a ottobre, basato su dati raccolti dal 2020 al 2026. La crescita si è concentrata soprattutto nei quartieri più centrali e in quelli caratterizzati da immobili recenti o ristrutturati, dove la domanda di famiglie e professionisti è più intensa.
Come vengono calcolati i valori medi
Le cifre medie nascono dalla raccolta di tutte le inserzioni online e dalla loro successiva media ponderata. Questo metodo omette le trattative private e i contratti a canone concordato, perciò il risultato è una misura indicativa più che una rappresentazione fedele del mercato reale. Inoltre, la media non distingue tra affitti brevi, destinati a turisti o studenti, e contratti a lungo termine, il che può gonfiare ulteriormente il valore finale.
Domanda superiore all’offerta: il vero motore dei prezzi
Il prezzo è il segnale che nasce dall’incontro tra domanda e offerta. Quando la quantità di immobili disponibili è insufficiente rispetto al numero di richiedenti, i proprietari possono chiedere canoni più alti. A Catanzaro, la scarsità di unità locabili è stata accentuata da una crescita demografica stabile e da un aumento della presenza studentesca e lavorativa nella zona.
Il ruolo delle locazioni brevi e del turismo
Il dibattito pubblico spesso collega l’aumento dei canoni alle locazioni brevi, alimentate dal turismo. Scoppa sottolinea che anche gli affitti di breve durata rispondono a una domanda reale e rappresentano una modalità legittima di utilizzo dell’immobile. La città, infatti, possiede un potenziale turistico ancora poco sfruttato; incentivare il settore potrebbe aumentare l’offerta complessiva, riducendo la pressione sul mercato tradizionale.
Le iniziative di Confedilizia per favorire l’offerta
Per contrastare l’impennata dei canoni, l’associazione ha promosso un nuovo Accordo territoriale per i contratti a canone concordato depositato a luglio. Tale strumento consente a proprietari e inquilini di accedere a condizioni più flessibili e a eventuali agevolazioni fiscali, rendendo più attraente la locazione a lungo termine. Parallelamente, Confedilizia ha digitalizzato i propri servizi: il sito web mette a disposizione pratiche online per la gestione degli adempimenti, mentre una nuova app offre informazioni tempestive e assistenza personalizzata.
Secondo le conclusioni dell’associazione, ridurre tempi, costi e incertezze favorisce la messa a disposizione di più immobili. Il prezzo non crea la scarsità, la segnala il compito delle istituzioni è rimuovere gli ostacoli che impediscono di ampliare l’offerta, piuttosto che tentare di comprimere il segnale di mercato. Un contesto più equilibrato dovrebbe tradursi in canoni più contenuti e in una scelta più ampia per chi cerca una casa a Catanzaro.



