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Operazione tra Sicilia e Calabria smantella rete di spaccio e ricatti

Un'indagine congiunta dei carabinieri e della Dda ha portato all'arresto di sei persone e all'avviso di conclusione indagini per altri 19 sospettati, ricostruendo una rete di approvvigionamento e distribuzione di cocaina, marijuana e hashish tra Calabria e diverse località siciliane.

Operazione tra Sicilia e Calabria smantella rete di spaccio e ricatti

Un’azione investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Palagonia e dai comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria ha portato a risultati significativi: sei persone sono state arrestate con l’accusa di far parte di un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti e all’estorsione. Contestualmente, la Procura di Catania ha emesso un avviso di conclusione delle indagini per altri diciannove indagati, segnalando l’ampiezza dell’attività investigativa.

La struttura dell’operazione e gli obiettivi

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania e svolte dalla compagnia carabinieri di Palagonia, hanno ricostruito l’assetto organizzativo della rete criminale. Secondo gli inquirenti, il gruppo si occupava dell’approvvigionamento, del trasporto e della distribuzione di ingenti quantitativi di droga, destinati a rifornire mercati locali in più comuni siciliani. L’attività era finalizzata a conquistare il controllo dello smercio in aree specifiche e a consolidare relazioni con gruppi di spaccio al dettaglio.

Le sostanze coinvolte

Dalle ricostruzioni emerge che venivano scambiate e destinate alla vendita principalmente cocaina, marijuana e hashish. Le forniture trovavano origine in Calabria e venivano immesse nei circuiti di spaccio all’ingrosso, da cui pusher e piccoli gruppi criminali provvedevano alla distribuzione sul territorio. Il meccanismo commerciale, secondo gli investigatori, prevedeva consegne di grandi quantitativi per alimentare diversi punti vendita illegali.

Arresti, accuse e provvedimenti giudiziari

Sei persone sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Dda di Catania. I reati contestati principalmente sono associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. Parallelamente, per altri diciannove soggetti è scattato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per reati connessi al traffico di stupefacenti, a testimonianza della portata investigativa.

Profili di collegamento con la ‘ndrangheta

Tra gli arrestati figura Antonino Apa, 49 anni, residente a Rosarno (RC), il cui nome è emerso per i legami familiari con esponenti della cosca Pesce e per il presunto ruolo all’interno della ‘ndrina Bellocco’. Le autorità ritengono che Apa avesse il compito di assicurare una fornitura costante di grandi quantitativi di cocaina, elemento che avrebbe garantito all’organizzazione una posizione di forza nel mercato locale.

Modus operandi e violenze correlate

Le indagini hanno evidenziato non solo la catena di approvvigionamento e vendita, ma anche le pratiche coercitive messe in atto per recuperare crediti legati alla droga. Gli episodi contestati includono minacce e violenze verso acquirenti inadempienti: una dinamica che gli inquirenti inquadrano come estorsione finalizzata al recupero dei crediti, consolidando il controllo del gruppo sui mercati locali.

Sequestri, arresti in flagranza e misure patrimoniali

Nel corso delle attività investigative i carabinieri hanno effettuato anche arresti in flagranza e sequestri significativi: undici persone fermate in flagranza e il sequestro di sostanze per centinaia di grammi e chilogrammi complessivi, tra cui circa due chilogrammi di cocaina, ventuno chilogrammi di marijuana e oltre due chilogrammi di hashish, oltre al ritrovamento di un’arma con matricola abrasa. In concomitanza con l’esecuzione delle misure personali, sono stati disposti inoltre sequestri preventivi di beni per un valore complessivo di 163 mila euro.

Oltre ad Antonino Apa, le persone arrestate sono state identificate con nomi e ruoli specifici nel quadro dell’inchiesta: Filippo Brancato (57 anni), Salvatore Brancato (36 anni), Angelo Criscione (28 anni), Francesco Antonio Gulizia (45 anni) e Giuseppe Pillirone (41 anni). Le misure cautelari intervengono all’esito di un lavoro investigativo che ha monitorato per tempo rotte, canali logistici e modalità di vendita diffuse nelle province interessate.

Impatto locale e prossime fasi procedurali

L’operazione ha l’obiettivo di interrompere l’afflusso di stupefacenti nelle aree indicate e di smantellare i canali di rifornimento che alimentano la microcriminalità locale. Le autorità giudiziarie procederanno con le fasi successive del procedimento penale: convalide, accertamenti tecnici e eventuali richieste di ulteriori misure cautelari o sequestri patrimoniali sulla base delle esigenze investigative.

La complessità delle indagini, che ha coinvolto forze dell’ordine di province diverse, mostra come le reti di traffico possano articolarsi su più territori, richiedendo coordinamento e interventi mirati per disarticolare strutture dedicate al traffico internazionale e al controllo del mercato illecito.

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