L’ospedale Giovanni Paolo II di lamezia terme è al centro di numerose critiche riguardanti sia le problematiche strutturali che la carenza di personale. La coordinatrice della commissione sanità del PD di Lamezia Terme, Elvira Falvo ha espresso preoccupazioni riguardo alle decisioni prese in merito alla ristrutturazione degli spazi e alla gestione delle risorse umane.
Problematiche strutturali del nuovo CUP
Il trasferimento del CUP all’interno dell’ospedale è stato oggetto di critiche da parte di Elvira Falvo, che ha definito le decisioni come estemporanee e prive di una programmazione organica. La nuova postazione del CUP, secondo la coordinatrice, presenta diverse criticità:
- Percorsi all’aperto per gli utenti, esposti a sole e intemperie
- Solo due toilette disponibili, una per gli operatori e una per i disabili
- Ascensore unico che serve anche i reparti chirurgici, con possibili ritardi per gli utenti
- Ambienti di lavoro per gli operatori descritti come ristretti e poco luminosi
La Falvo ha anche espresso dubbi riguardo alla conformità alle normative di sicurezza della nuova struttura, chiedendo chiarimenti sui controlli dei vigili del fuoco e sulle dimensioni della scala interna.
Carenza di personale e manutenzione degli ascensori
Un altro punto critico riguarda la carenza di personale in particolare nel reparto di Dialisi dove mancano almeno 7 infermieri. La graduatoria per la mobilità di 329 unità di infermieri professionali, conclusasi a marzo, non ha ancora portato a una soluzione definitiva. Inoltre, gli ascensori per il pubblico sono fermi da diversi mesi nonostante le ripetute sollecitazioni.
Le procedure per il reclutamento del personale e la manutenzione degli ascensori sono in corso, ma le criticità persistono. La Falvo ha sottolineato come l’azienda sanitaria e l’azienda zero adottino una metodologia decisionale che non tiene conto delle esigenze degli operatori sanitari.
Riflessioni sulla gestione delle risorse
Elvira Falvo ha criticato la gestione delle risorse, evidenziando come l’ospedale possieda spazi sufficienti che avrebbero potuto essere utilizzati in modo più efficiente. La coordinatrice ha anche segnalato che, per rispettare i tempi di inaugurazione, sono stati fatti interventi d’urgenza con ulteriore dispendio di risorse, come l’installazione di una cassaforte.
La situazione attuale solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla funzionalità del nuovo padiglione, con la Falvo che si chiede se sia davvero sicuro per operatori e utenti.



