Il 5 novembre la Biblioteca comunale di Caloveto si è trasformata in un teatro di parole e ricordi, ospitando lo scrittore Carmine Abate per la presentazione del nuovo romanzo I giorni dell’arrivederci. L’appuntamento, promosso dall’amministrazione comunale, ha riunito cittadini, studenti, insegnanti e curiosi provenienti da località limitrofe, tutti desiderosi di ascoltare le vicende narrate in quella storia che intreccia cultura, memoria e emigrazione.
Le sale della biblioteca erano gremite: oltre ai residenti di Caloveto, si sono fatti spazio anche lettori provenienti da altri centri del territorio, creando una vera e propria comunità di lettura. Il dialogo è stato introdotto da una serie di interventi istituzionali che hanno posto le basi tematiche per il dibattito, sottolineando l’importanza di investire nella cultura come patrimonio duraturo per le nuove generazioni.
Il discorso di Umberto Mazza: cultura come investimento per il futuro
Il sindaco Umberto Mazza ha aperto la serata ricordando che amministrare non si riduce alla costruzione di strade o opere materiali, ma richiede la creazione di qualcosa che resista nel tempo. “Amministrare non significa soltanto realizzare strade, opere pubbliche e interventi materiali. Significa anche lasciare qualcosa che possa durare nel tempo, investendo nella cultura e nella formazione delle nuove generazioni”, ha affermato, rimarcando la centralità dei bambini e dell’istruzione nella strategia di sviluppo del comune.
Scuola come motore di coesione sociale
Il dirigente scolastico Giovanni Aiello ha proseguito evidenziando come il romanzo di Abate possa diventare uno strumento educativo, capace di avvicinare gli alunni alle esperienze di chi parte e di chi rimane. La lettura, secondo Aiello, favorisce l’empatia e la consapevolezza dell’identità, fornendo un ponte tra le diverse realtà di migrazione e la vita quotidiana dei giovani calabresi.
I giorni dell’arrivederci: una trama di radici e altitudini
Nel cuore del romanzo, il protagonista Giorgio è un bambino che vive in un collegio situato sul Monte Bondone, Trentino, a circa 1.100 metri di altitudine. Il collegio accoglie i figli di emigrati meridionali, tra cui numerosi ragazzi provenienti da Cariati, creando un microcosmo di identità miste. Abate ha spiegato che l’idea è nata dalle sue esperienze di insegnamento in Germania, dove ha raccolto le storie di bambini che affrontavano separazioni familiari e difficoltà linguistiche.
Il ricordo di Cataldo Perri e il legame con il titolo
Durante la presentazione è stato proiettato un breve filmato del concerto di Cataldo Perri, amico dell’autore scomparso prematuramente, con la data 8 agosto 2008 sullo schermo. L’immagine ha suscitato una forte emozione in Abate, che ha considerato quel momento come una sorta di ponte tra il passato e la genesi del suo libro, rafforzando il significato del titolo: arrivederci non è un addio definitivo, ma un saluto che conserva la possibilità di rincontrarsi.
La Biblioteca di Caloveto: più di una semplice raccolta di libri
Il responsabile della biblioteca, Fabrizio Grillo, ha sottolineato che la vita di un istituto culturale dipende dalla sua capacità di animarsi con iniziative concrete. Ha ricordato il sostegno del Ministero della Cultura per l’acquisto di nuovi volumi e la scelta di valorizzare autori del territorio. “Una biblioteca non può limitarsi a custodire libri, ma deve diventare un punto di riferimento per la crescita collettiva”, ha dichiarato, annunciando l’intenzione di organizzare ulteriori incontri con altri scrittori.
Grazie a queste proposte, la biblioteca mira a offrire spazi dedicati ai più piccoli, a favorire la partecipazione attiva dei cittadini e a mantenere vivo il legame tra le radici storiche di Caloveto e le aspirazioni future della comunità.



