Un’imponente operazione della Guardia di finanza di reggio calabria ha portato alla confisca di beni per un valore complessivo di circa 2,7 milioni di euro a un imprenditore del settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’uomo è stato condannato definitivamente a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa essendo ritenuto legato alle cosche De Stefano e Tegano.
Il provvedimento, emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria è stato eseguito sia nella città calabrese che a Catanzaro. L’operazione è il risultato di accurati accertamenti patrimoniali condotti dal nucleo di polizia Economico-Finanziaria delle fiamme gialle, su delega della direzione distrettuale antimafia guidata da Giuseppe Borrelli.
L’inchiesta ‘Il Padrino’ e i legami mafiosi
Le indagini, denominate ‘Il Padrino’ hanno rivelato che l’imprenditore sarebbe inserito nella cosca Tegano. La Corte d’Appello ha confermato la confisca già disposta due anni fa dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale basandosi sulle risultanze degli accertamenti patrimoniali. La confisca riguarda l’intero patrimonio aziendale di una società operante nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari.
I beni confiscati
Nel dettaglio, la confisca ha riguardato 9 terreni3 fabbricatiun’auto110 mila euro in contanti nonché tutti i rapporti bancari e le relative disponibilità. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stato stimato in 2,7 milioni di euro.
L’esecuzione del provvedimento
L’esecuzione del provvedimento di confisca è stata un’operazione complessa, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia e portata avanti dalla Guardia di finanza. Gli accertamenti patrimoniali sono stati fondamentali per ricostruire il patrimonio dell’imprenditore e dimostrare i suoi legami con le organizzazioni mafiose.
Questa operazione rappresenta un ulteriore colpo alle attività illecite delle cosche mafiose, dimostrando l’efficacia delle indagini coordinate e l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare il fenomeno mafioso. La confisca dei beni rappresenta un importante strumento di prevenzione e repressione, privando le organizzazioni criminali delle risorse economiche necessarie per operare.



