In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo di apprendere, la Calabria si trova ad affrontare una sfida significativa. Secondo un recente dossier, solo il 27,2% delle scuole statali della regione dispone di un’aula informatica un dato che colloca la Calabria tra le regioni più in ritardo d’Italia.
Questo divario tecnologico non solo limita le opportunità educative degli studenti calabresi, ma evidenzia anche una disparità crescente tra le diverse aree del Paese. Mentre alcune regioni italiane sono all’avanguardia nella dotazione di infrastrutture digitali, la Calabria e altre regioni del Mezzogiorno faticano a tenere il passo.
Un divario che si allarga
Il dossier, intitolato Intelligenza artificiale, una sfida educativa sottolinea come la disponibilità di laboratori e strumenti tecnologici sia fondamentale per acquisire competenze digitali necessarie per affrontare un mercato del lavoro sempre più influenzato dall’IA generativa.
La situazione è particolarmente critica nei capoluoghi di provincia. Catanzaro e Cosenza, ad esempio, sono tra i capoluoghi italiani con la percentuale più bassa di edifici scolastici dotati di aule informatiche, rispettivamente 5,4% e 6,6%. Questo dato è ancora più preoccupante se confrontato con città come Pavia, Modena e Aosta, dove la percentuale supera l’80%.
Le differenze tra comuni
Il divario non riguarda solo le regioni, ma anche i singoli territori. Nei comuni polo, il 41% degli edifici scolastici è dotato di laboratori informatici, mentre nei comuni periferici e ultraperiferici la percentuale scende rispettivamente al 37% e al 33,8%. Questo evidenzia come la distanza dai principali centri di servizio possa accompagnarsi a una minore disponibilità di infrastrutture educative e digitali.
L’Italia e l’Europa
Il confronto europeo restituisce un altro elemento di criticità. Tra i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni, il 66,4% degli adolescenti dell’Unione europea dichiara di utilizzare applicativi di intelligenza artificiale generativa. L’Italia, invece, si colloca al terzultimo posto nell’Ue, con solo il 51,9% dei giovani della stessa fascia d’età che utilizza questi strumenti.
Questo dato sottolinea l’importanza di costruire una vera cultura dell’uso consapevole dell’intelligenza artificiale soprattutto tra i più giovani. La diffusione di questi strumenti rende necessario un approccio educativo che permetta agli studenti di utilizzare l’IA in modo critico e responsabile.



