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Catanzaro ospiterà il primo Pride regionale sul lungomare del Lido

A Catanzaro si terrà per la prima volta un Pride sul lungomare del quartiere Lido: l'iniziativa, frutto del percorso Road to Pride, è definita transfemminista e intersezionale e vuole promuovere visibilità e diritti per la comunità LGBTQIA+ in Calabria

Catanzaro ospiterà il primo Pride regionale sul lungomare del Lido

Per la prima volta nella storia del capoluogo calabrese, Catanzaro si prepara ad ospitare un Pride lungo il lungomare del Lido. L’evento, promosso da una rete di associazioni, sindacati, partiti e collettivi, nasce dall’esperienza di Road to Prideuna serie di iniziative che nell’ultimo anno ha toccato il territorio con presentazioni, incontri pubblici e momenti di confronto sui temi dell’inclusione.

La parata è prevista per agosto (alcune comunicazioni indicano l’8 agosto, altre il 9 agosto) e sarà l’unica manifestazione regionale dedicata ai diritti della comunità LGBTQIA+ in Calabria nel 2026. Scegliere il lungomare come percorso significa puntare sulla massima visibilità pubblica: gli organizzatori sottolineano la volontà di dire apertamente «esistiamo» e di offrire un punto di riferimento per chi in provincia fatica ancora a vivere la propria identità.

Origini e rete che hanno portato al Catanzaro Pride

Il Pride catanzarese si è sviluppato come esito concreto di un percorso collettivo avviato un anno prima con presìdi e iniziative diffuse: il movimento Road to Pride ha coinvolto persone e realtà locali in un lavoro di base che ha unito volontariato, associazionismo e soggetti istituzionali. Secondo i promotori, questa costruzione dal basso ha permesso di creare una rete subito operativa, capace di raccogliere adesioni da Arcigay Cosenza, Arcigay Reggio Calabria, Agedo Reggio Calabria e altre realtà regionali. Il sostegno del Comune è considerato determinate: l’amministrazione partecipa sia alla logistica sia a una quota delle spese, mentre prosegue una campagna di raccolta fondi e la ricerca di sponsor coerenti con i valori dichiarati.

Il ruolo di Giovanni Carpanzano e la genesi pubblica dell’iniziativa

Tra i promotori figura Giovanni Carpanzano, portavoce di Road to Pride e presidente di una realtà associativa locale, che ha spiegato come il progetto sia maturato nel tempo fino a trovare le condizioni per realizzare un Pride a Catanzaro. Per Carpanzano la scelta della città capoluogo non è casuale: Catanzaro deve diventare un punto di riferimento per tutta la regione. Il percorso organizzativo ha incluso confronti pubblici, incontri con istituzioni e il coinvolgimento di studenti universitari e realtà associative del territorio.

Posizione politica, tema della visibilità e richieste del manifesto

Il manifesto del Catanzaro Pride è chiaro sui contenuti: la manifestazione viene definita transfemminista e intersezionaleponendo l’accento sul nesso tra discriminazioni legate all’orientamento sessuale e altre forme di oppressione, come razzismo, classismo e abilismo. Tra le rivendicazioni troviamo la difesa delle famiglie omogenitoriali, la richiesta del matrimonio egualitario, l’adozione di una legge nazionale contro l’omolesbobitransfobia e percorsi più accessibili per l’affermazione di genere. Gli organizzatori sottolineano inoltre che il Pride si rivolge a tutte le persone che subiscono esclusioni e disuguaglianze: l’evento non sarebbe necessario solo fintanto che persistono disparità nell’accesso ai diritti.

La manifestazione assume inoltre una collocazione politica precisa, dichiarandosi antifascistaantirazzista e critica nei confronti delle politiche di securitarismo. Nel documento programmatico si ritrova anche l’adesione a iniziative internazionali che denunciano violenze e abusi contro civili in contesti di guerra, con posizioni nette sul tema del diritto internazionale e dei diritti umani.

Visibilità, territorio e impatto sociale

Svolgere il Pride sul lungomare significa, secondo chi organizza, rompere l’isolamento che costringe alcune persone a lasciare la Calabria per vivere liberamente la propria identità. L’appuntamento intende offrire sia uno spazio pubblicamente visibile sia una rete di supporto: già in fase preparatoria molte persone provenienti dalle province hanno contattato gli organizzatori per chiedere aiuto o condividere esperienze personali. L’obiettivo dichiarato è radicare nel territorio una cultura dell’inclusione che vada oltre il singolo evento.

La manifestazione è pensata come primo passo verso la creazione di un appuntamento ricorrente: i promotori auspicano che il Pride a Catanzaro non resti un episodio isolato, ma diventi un elemento stabile del calendario civile e culturale della regione, contribuendo a trasformare la narrazione pubblica sulla Calabria e sui diritti civili.

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