La piccola località calabrese di Amendolara è diventata il simbolo di una lotta più grande. Dopo l’omicidio di quattro braccianti agricoli, avvenuto lunedì scorso, migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione indetta dalla Cgil e dalla Flai. La protesta ha visto la partecipazione di importanti figure politiche e sindacali, tra cui Maurizio Landini, Giovanni Mininni, Elly Schlein e Nicola Fratoianni.
Una marcia per la giustizia e la memoria
Prima dell’inizio del corteo, Landini e Mininni hanno deposto due corone di fiori nell’area di servizio dove è avvenuta la strage. Un gesto simbolico che ha aperto la strada a una serie di interventi duri e diretti. Landini ha parlato di una rivolta morale e sociale necessaria per affrontare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, un problema che non riguarda solo il Sud ma tutto il Paese.
Elly Schlein ha sottolineato la necessità di rafforzare la legge sul caporalato, includendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati. Nicola Fratoianni ha criticato l’ipocrisia di chi fa finta di non vedere ciò che accade, definendo il lavoro sempre più marginalizzato, sfruttato e umiliato.
Le vittime e il sistema del caporalato
Le vittime della strage sono Ullah Ismat Qiemi, Amin Fazal Khogjani, Safi Iayjad e Waseem Khan, tutti braccianti che lavoravano nella raccolta delle fragole in Basilicata. Secondo le testimonianze, i giovani erano stati assunti il 20 aprile e non erano mai stati pagati. La lite che ha portato alla tragedia è nata proprio dalle richieste di pagamento.
Gianfranco Trotta, segretario generale della Cgil Calabria, ha parlato di un sistema radicato che fa capo alla ‘ndrangheta e alle organizzazioni malavitose locali. Ha descritto l’agricoltura in Calabria come un settore pieno di caporaliche spostano i braccianti da una regione all’altra in base alle stagioni agricole.
Le dichiarazioni del superstite
Mohammad Taj Alamyar, l’unico superstite della strage, ha dichiarato che i lavoratori erano impiegati in un’azienda a Scanzano Ionico, in Basilicata. Ha parlato di un sistema basato su droga e pistole, evidenziando come il caporalato sia un fenomeno strutturato e non isolato.
Le richieste di cambiamento
Durante la manifestazione, sono state avanzate diverse richieste di cambiamento. Tra queste, la necessità di superare la legge Bossi-Fini sull’immigrazione, che Lega il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, creando condizioni di sfruttamento e illegalità.
La segretaria del Pd ha criticato il governo per l’uso insufficiente dei fondi del Pnrr destinati al superamento degli insediamenti abusivi. Secondo Schlein, solo poco più di 20 milioni, meno del 10% dei 200 milioni disponibili, sono stati effettivamente spesi.
L’associazione Libera ha parlato di un sistema che considera il lavoro come una merce e le persone come strumenti sacrificabili. Ha sottolineato come le mafie, sia internazionali che locali, prosperino grazie a questo sistema di illegalità e sfruttamento.
La manifestazione ha visto la partecipazione di lavoratori provenienti da tutta Italia, un segnale forte di solidarietà e di richiesta di giustizia. Amendolara, con le sue strade deserte e la sua economia basata sull’agricoltura, è diventata il simbolo di una lotta che va ben oltre i confini della Calabria.

