Il procedimento giudiziario avviato nel 2022 sull’affidamento e la gestione dei pontili del Porto di Catanzaro Lido ha raggiunto la sua conclusione con un provvedimento inatteso: tutti i sette soggetti coinvolti sono stati prosciolti. Il GUP del Tribunale di Catanzaro Mario Santoemma, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere invocando la prescrizione, la scarsa probabilità di condanna e l’assenza di un reato previsto dalla normativa. Questo esito chiude una vicenda che, fin dal primo avviso, aveva suscitato notevole clamore nella cittadinanza e nei media locali.
Il giudice ha sottolineato che le fattispecie imputate – tra cui falsità ideologicaabuso d’ufficio e violazioni del Codice della navigazione – non potevano più essere perseguite perché il termine di prescrizione era scaduto e, soprattutto, non era emersa alcuna prova concreta capace di configurare un reato ai sensi di legge. La decisione, seppur inattesa per alcuni osservatori, è fondata su una rigorosa interpretazione della normativa penale, che richiede una chiara previsione legislativa per ogni condotta ascritta a reato.
Motivi del provvedimento: prescrizione e assenza di previsione di reato
Il GUP ha spiegato che la prescrizione, calcolata secondo gli articoli del codice penale relativi al tempo di perseguibilità ha avuto effetto su tutti i capi d’accusa, rendendo impossibile l’avvio di un’azione penale. Inoltre, il giudice ha rilevato che, nonostante le indagini fossero state approfondite, non si era potuto identificare alcun elemento che rientrasse nella fattispecie di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico o di turbata libertà degli incanti. In assenza di una base normativa chiara, l’ufficio giudiziario ha ritenuto doveroso archiviare il caso per evitare una decisione priva di fondamento giuridico solido.
Questa motivazione è stata accompagnata da un richiamo alla necessità di un’adeguata disciplina legislativa in materia di appalti pubblici e di gestione del demanio marittimo. Il giudice ha infatti consigliato alle autorità competenti di valutare eventuali modifiche normative volte a colmare le lacune emerse, evitando così che futuri procedimenti si trovino nella stessa posizione di incertezza giuridica.
Gli imputati assolti e le accuse originarie
Tra i sette soggetti liberati vi sono due collaudatori nominati dal Comune, Giuseppe De Angelis (59) e Maurizio Benvenuto (66), il direttore dei lavori Matteo Andreacchio (47), il legale rappresentante e amministratore unico di Navylos srl Raoul Mellea (43), un altro direttore dei lavori Pierpaolo Pullano (59) e, infine, due funzionari comunali: Adelchi Andrea Ottaviano (63), responsabile del settore Patrimonio, Provveditorato e Demanio, e Vincenzo Carioti (68), anch’egli impiegato di quello stesso settore. Le accuse iniziali, formulate dalla Procura di Catanzaro a settembre 2022, comprendevano falsità ideologica commessa dal pubblico ufficialeabuso d’ufficioturbata libertà degli incanti e violazioni del Codice della navigazione. La numerosa documentazione prodotta dalla difesa ha dimostrato che la Navylos srl non possedeva i requisiti per aggiudicarsi la gara, ma che l’iter di aggiudicazione era stato rispettato secondo le procedure previste.
Difesa e dichiarazioni degli imputati
L’avvocato Francesco Iacopino, alla guida della difesa di Ottaviano, ha sostenuto fin dall’inizio la piena correttezza dell’operato dell’architetto, descrivendo la vicenda come “un caso complesso sul piano amministrativo ma gestito con trasparenza e nell’interesse pubblico”. In sede di interrogatorio, il difensore ha ricostruito puntualmente i due procedimenti (concessione originaria e proroga successiva) e ha mostrato che l’istruttoria aveva analizzato tutti i documenti rilevanti senza rilevare falsità o condotte volte a favorire la Navylos srl. Il proscioglimento odierno ha così confermato l’assenza di elementi probatori sufficienti a sostenere l’accusa, restituendo a tutti gli imputati la piena libertà personale e professionale.



