La tragedia di Amendolara, in Calabria, in cui quattro braccianti stranieri hanno perso la vita in circostanze connesse a presunti episodi di sfruttamento, ha riacceso il dibattito sulle responsabilità e sulle misure da adottare per prevenire simili drammi. A intervenire nel dibattito è Benedetto Di Iacovo, segretario generale di CONF.I.A.L. e presidente della Commissione regionale per l’Emersione del Lavoro Non Regolare della Calabriache chiede di spostare l’attenzione dalle reazioni emotive alle cause strutturali.
Le associazioni del mondo agricolo e di rappresentanza imprenditoriale hanno espresso cordoglio e sollecitato controlli più stringenti. Tra le voci istituzionali e delle organizzazioni arrivano proposte concrete che puntano a rafforzare la prevenzione e il coordinamento degli enti preposti alla tutela dei lavoratori.
Le analisi di Benedetto Di Iacovo e la chiamata alla prevenzione
Benedetto Di Iacovo sottolinea come “Troppo spesso il dibattito pubblico si concentra sugli effetti e quasi mai sulle cause” e mette in luce un nesso tra vulnerabilità sociale, lavoro nero e infiltrazioni criminali che producono condizioni in cui organizzazioni criminali prosperano. Per Di Iacovo l’intervento repressivo, pur necessario, arriva spesso dopo che il danno è già stato compiuto: “dopo che qualcuno è stato sfruttato. Dopo che qualcuno è stato minacciato. Dopo che qualcuno ha perso la vita“.
Proposta della Centrale Allarme Emersione
Per affrontare queste cause Di Iacovo propone l’istituzione di una Centrale Allarme Emersione (C.A.E.)un organismo con articolazione regionale e provinciale pensato per raccogliere segnalazioni e incrociare i dati tra enti pubblici. L’obiettivo è identificare rapidamente anomalie nei territori e nei settori produttivi più esposti, configurando “una sorta di sistema di allerta preventiva contro lavoro sommerso, caporalato e infiltrazioni criminali“.
Rafforzare gli organici e coordinare gli enti coinvolti
Nel documento proposto da CONF.I.A.L. si rilancia anche la necessità di aumentare il numero degli ispettori del lavoro e di potenziare gli organici specializzati dei Carabinieri del Lavoro. Secondo i promotori il costo delle nuove assunzioni potrebbe essere compensato dalle sanzioni inflitte alle aziende irregolari. Si richiede inoltre un coordinamento più stretto tra Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL, Guardia di Finanza, Forze di Polizia, Prefetture e Procureinsieme alla creazione di una white list nazionale delle imprese che rispettano contratti, sicurezza e dignità del lavoro.
Esclusione da finanziamenti e trasparenza
La proposta prevede che le imprese coinvolte in fenomeni di sfruttamento vengano escluse da finanziamenti pubblici e da partecipazione a bandi istituzionali, misura pensata per tutelare chi opera nella legalità e per rimuovere incentivi economici alla competizione sleale. Per Di Iacovo, “la vera sfida è impedire che le condizioni che rendono possibili quelle tragedie continuino a esistere“.
Reazioni dal mondo agricolo e la richiesta di controlli
Rappresentanti del settore agricolo hanno definito l’episodio un orrore che non può essere ricondotto al lavoro legale nelle campagne, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione contro ogni forma di diritti negati. Franco Aceto, presidente di un’associazione agricola regionale, ha affermato che il fatto è “di una gravità sconvolgente” e che bisogna continuare a rafforzare l’azione di controllo contro lavoro irregolare e sfruttamento, per tutelare allo stesso tempo i lavoratori e le imprese oneste.
Altre organizzazioni di categoria hanno condiviso l’appello a distinguere con chiarezza il tessuto produttivo sano dalle attività criminali, sottolineando il valore della cooperazione come presidio di legalità basato sulla trasparenza delle filiere e sulla responsabilità sociale d’impresa. Hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di politiche di emersione del lavoro e di tutela dei migranti che vadano oltre la sola risposta repressiva.
Nel messaggio conclusivo Di Iacovo lega la lotta al caporalato alla difesa della dignità del lavoro e dell’economia sana: “Ogni lavoratore sottratto allo sfruttamento è una vittoria della legalità. Ogni tragedia evitata è una vittoria della civiltà“. Questo richiamo sintetizza la logica alla base delle proposte: trasformare lo sgomento in azioni strutturate per prevenire che eventi simili si ripetano.


