Il cantiere del Duomo di Catanzaro continua a operare nonostante la chiusura dell’edificio avvenuta nel 2018 a seguito di diversi crolli. I lavori, finanziati con fondi del Ministero delle Infrastrutture e del Ministero della Cultura, sono stati oggetto di due appalti distinti, ma negli ultimi mesi la procura di Catanzaro e la Guardia di Finanza hanno avviato indagini penali volte a verificare la correttezza delle procedure di affidamento.
Le inchieste avviate da Procura e Guardia di Finanza
Secondo gli atti emersi, gli inquirenti stanno esaminando una serie di ipotesi che spaziano dalla corruzione alla falsità ideologica nei documenti pubblici. L’attenzione è rivolta in particolare a due incarichi affidati nel periodo compreso tra maggio 2024 e giugno 2025, che riguardano la direzione dei lavori e la progettazione di parti strutturali della cattedrale. La Stefania Argenti, direttrice della Soprintendenza ai Beni Culturali per le province di Catanzaro e Crotone, ha ricevuto sia un avviso di garanzia sia un provvedimento di perquisizione e sequestro.
Procedura di perquisizione e materiale sequestrato
I militari della Guardia di Finanza hanno effettuato l’ispezione degli uffici della Soprintendenza, estraendo copie di file informatici, e-mail e documenti cartacei ritenuti utili a ricostruire i rapporti professionali tra la direttrice e le imprese coinvolte. Il sequestro dei dispositivi elettronici servirà a verificare eventuali scambi di informazioni che possano aver favorito la concessione di appalti o la nomina a responsabile dei lavori.
Incarichi professionali e presunte pressioni su ditte
Uno dei filoni investigativi concerne la concessione di due incarichi dal valore di circa 39 mila euro ciascuno, affidati a un architetto già impiegato dalla Soprintendenza e poi in pensione. Si ipotizza che la moglie di tale professionista, funzionaria del Provveditorato alle Opere Pubbliche, abbia attribuito a sua moglie la carica di direttrice dei lavori del cantiere nel febbraio 2025, creando una situazione di possibile incompatibilità.
Il ruolo di un conoscente nella consulenza tecnica
Parallelamente, la Procura ha aperto un’indagine su una consulenza affidata a uno studio di ingegneria napoletano. La documentazione suggerisce che, grazie a un rapporto personale definito da Argenti come un “amico intimo”, lo studio abbia canalizzato un incarico privato di oltre 57 mila euro a una società di ingegneria riconducibile a quel professionista. Gli inquirenti cercano di stabilire se la scelta sia stata dettata da criteri tecnici legittimi o da un “scambio di favori”.
Procedura concorsuale e presunta falsificazione di atti
Un ulteriore punto focale riguarda un concorso pubblico indetto per l’assunzione di personale del Ministero della Cultura. Le indagini ipotizzano una falsità ideologica nei documenti amministrativi finalizzati a favorire una conoscente di Argenti, garantendole il primo posto in graduatoria. La candidatura, tuttavia, ha rinunciato successivamente all’incarico, ma gli organi di inchiesta stanno verificando se la falsificazione abbia influito sulla regolarità della selezione.
Come si è avviata l’inchiesta
L’attività investigativa è scaturita da una denuncia anonima presentata alle autorità. Da quel momento, la Guardia di Finanza ha raccolto prove materiale-informatiche, mentre la Procura sta ricostruendo i legami tra gli incarichi, le nomine e le eventuali pressioni su imprese appaltatrici. Al momento, le ipotesi rimangono da confermare in sede giudiziaria; la presunzione di innocenza è ancora in vigore per tutti gli indagati.
Nel frattempo, i lavori sul campanile del Duomo proseguono, ma l’attenzione mediatica resta rivolta alle procedure che hanno preceduto gli interventi. Il risultato dei prossimi accertamenti determinerà se le scelte amministrative siano state legittime o se vi siano state violazioni penalmente rilevanti, con potenziali ripercussioni sulla gestione del patrimonio storico di Catanzaro.



