La notizia della scomparsa di Giovanfrancesco Pugliese ha trafitto il cuore di Cirò, una cittadina dove il suo nome era sinonimo di impegno civico e passione per il territorio. Giudice di pace per decenni, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alla famiglia, ai vigneti e ai cavalli che curava con la stessa dedizione con cui amministrava la giustizia.
Amato per la sua gentilezza e la sua umanità, Pugliese era una presenza costante nelle piazze, nei mercati e nelle feste del paese. La sua capacità di ascoltare chiunque, dal agricoltore più anziano al più giovane studente, lo rendeva un punto di riferimento insostituibile per la comunità cirisana.
Il ruolo istituzionale di Giovanfrancesco Pugliese a Cirò
Nel corso della sua carriera, Giovanfrancesco Pugliese ha ricoperto la carica di giudice di pace per un arco di tempo che si estendeva per più di venti anni. La sua magistratura non si limitava all’applicazione della legge: era soprattutto un mediatore, capace di trovare soluzioni concilianti in contesti spesso complessi. Anche dopo il pensionamento, è rimasto attivo nella vita associativa, contribuendo con la sua esperienza legale a iniziative di tutela ambientale e agraria.
Anni di magistratura e impegno civico
Durante gli anni di servizio, il magistrato ha promosso progetti di sviluppo agricolo volti a valorizzare i prodotti tipici del territorio. Grazie al suo intervento, numerosi agricoltori hanno potuto accedere a finanziamenti regionali per la modernizzazione delle coltivazioni, mantenendo vivo il legame tra tradizione e innovazione.
Passioni culturali e culinarie
Al di là della sua attività giudiziaria, Pugliese nutriva una profonda passione per la storia e l’archeologia di Cirò. Spesso lo si poteva trovare a passeggiare tra i resti antichi, condividendo aneddoti con gli studenti delle scuole locali. Amava inoltre la cucina del suo territorio: non era raro sentirlo ribattere, “cosa c’è di più buono di un piatto di pasta e fagioli con un po’ di piccante?”. Questa frase è divenuta quasi un motto per chi lo conosceva, simbolo della sua capacità di unire cultura e convivialità.
L’impegno agricolo e l’allevamento di Cavalli di Sella Italiana e bovini Podolica
Il cuore pulsante della sua attività post-magistrale era Casale dell’Attiva, azienda familiare che ha trasformato in un punto di riferimento nazionale per l’allevamento di cavalli di Sella Italiana e di bovini di razza Podolica in purezza. Sotto la sua guida, la scuderia ha collezionato piazzamenti di rilievo sia in gare internazionali che in competizioni nazionali, confermando la qualità del patrimonio genetico locale.
Casale dell’Attiva: eccellenza nazionale
Il casale non era soltanto un’impresa agricola; era un laboratorio vivente dove Pugliese sperimentava nuove tecniche di gestione del suolo e della fauna, sempre attento a preservare l’equilibrio ecologico. La sua sensibilità verso le difficoltà e le crisi del settore lo ha reso un punto di riferimento per i giovani agricoltori che cercavano una via sostenibile per valorizzare le proprie terre.
Vita familiare e legami con la comunità
Dopo il pensionamento, il giudice ha dedicato gran parte del suo tempo al figlio Vittorio, al fratello Valerio e ai numerosi nipoti, trasmettendo loro i valori di rispetto, lavoro e passione per la terra. La sua presenza era costante nei momenti di festa, nei pranzi familiari e nelle iniziative popolari, dove la sua galanteria e la sua capacità di mettersi al servizio degli altri erano sempre evidenti.
Con la sua scomparsa, Cirò perde non solo un nobildomo per nascita, ma soprattutto un esempio vivente di dedizione al territorio, alla cultura e alla giustizia. Il vuoto lasciato dalle sue mani esperte su vigneti, cavalli e libri sarà difficile da colmare, ma il ricordo delle sue azioni continuerà a ispirare le nuove generazioni.



