Venerdì 9 ottobre la libreria indipendente Ubik di Catanzaro ha ospitato il primo appuntamento del progetto Aletheia. L’evento è stato progettato per sondare i limiti tra apparenza e realtà, invitando il pubblico a riflettere sulla capacità umana di superare le crisi esistenziali. Al centro della serata, l’autrice Milena Manili ha presentato il suo saggio Da Virale a Vitale una raccolta di osservazioni nate durante la pandemia e finalizzate a capire come le sofferenze collettive e individuali possano trasformarsi in energia vitale.
Il dibattito è stato introdotto dalla book blogger Elisa Chiriano che ha offerto una chiave di lettura antropologica del testo. Il suo intervento ha evidenziato come la pandemia abbia sollevato interrogativi sulla condizione umana spingendo molti a riconsiderare il rapporto tra individuo e società. Il pubblico, composto da lettori, studenti e curiosi, ha partecipato attivamente, creando un clima di ascolto e confronto.
Il seminario Aletheia alla libreria Ubik
Nel corso della serata, Manili ha illustrato il percorso che ha portato alla redazione del libro, passando dalla dimensione virale – intesa come diffusione rapida di idee e sentimenti durante la crisi – alla dimensione vitale ovvero la capacità di trasformare quelle stesse energie in crescita personale. Il pubblico ha potuto constatare come la resilienza non sia soltanto un concetto psicologico, ma un vero e proprio strumento di adattamento capace di rimodellare la percezione di sé di fronte a cambiamenti inaspettati.
Il concetto di Velo di Maya nella cultura contemporanea
Un tema centrale del seminario è stato il Velo di Maya metafora classica che rappresenta le illusioni della realtà percepita. Manili ha collegato questa idea ai moderni schermi mediatici suggerendo che la continua esposizione a notizie, social e immagini costruisce una sorta di velo che ostacola la visione autentica del mondo. Attraverso esempi tratti dal libro, ha mostrato come riconoscere e sollevare quel velo possa favorire una consapevolezza più profonda del proprio ruolo nella società.
Resilienza, autenticità e ricerca di senso
La discussione è proseguita su due pilastri della riflessione: resilienza e autenticità. Manili ha descritto la crisi nichilistica che colpisce l’uomo contemporaneo, spiegando che la perdita di punti di riferimento tradizionali spinge molti a cercare un significato nuovo. Il suo saggio propone la resilienza come processo dinamico attraverso il quale l’individuo supera le difficoltà, recupera la propria identità e costruisce un senso di scopo più solido.
Nel dibattito finale, Elisa Chiriano ha sottolineato l’importanza di un approccio antropologico alla lettura del libro, evidenziando come le narrazioni personali possano rivelare schemi universali di crescita e trasformazione. Il pubblico ha lasciato la Ubik con una serie di spunti pratici: riconoscere le proprie vulnerabilità, smontare i veli che nascondono la verità e coltivare una resilienza capace di trasformare le crisi in opportunità di rinascita.



