Da pochi giorni la Calabria è entrata nella fase operativa completa del programma di sostegno alle persone affette da disabilità gravissima e ai loro nuclei familiari. Gli Ambiti territoriali sociali (ATS) stanno ultimando la pubblicazione degli avvisi che permetteranno di richiedere l’assegno di cura un contributo mensile destinato a coprire l’assistenza a domicilio per dodici mensilità.
Pubblicazione degli avvisi in tutti gli ATS calabri
Il bando, finanziato con 14,78 milioni di euro prelevati dal Fondo nazionale per le non autosufficienze, è già stato trasferito dagli uffici regionali agli ATS con il decreto di giugno. A luglio la Regione ha diffuso un modello unico di avviso e le linee operative, garantendo uniformità di criteri, parità di trattamento e tempistiche certe in tutti i comuni della regione. Grazie al supporto continuo del Dipartimento per accelerare le procedure amministrative locali la pubblicazione è ormai completa e pronta a essere fruita da tutti gli interessati.
Caratteristiche dell’assegno di cura e parametri di ammissibilità
L’assegno di cura è riservato a chi ha un’invalidità civile al 100 % con indennità di accompagnamento e a chi vive condizioni di dipendenza vitale, come la SLA, forme avanzate di demenza o necessità di assistenza 24 ore su 24. Per favorire l’inclusività, l’ISEE sociosanitario richiesto è fissato a 50.000 euro salendo a 65.000 euro quando il beneficiario è minorenne; il valore non esclude, ma permette di graduare l’importo mensile.
Importi in base al livello di assistenza
Quando la dipendenza è totale – ad esempio ventilazione assistita, nutrizione artificiale o stato vegetativo – l’assegno può raggiungere 1.000 euro al mese. Per le altre situazioni di disabilità gravissima l’importo è fissato a 600 euro mensili. La prima annualità prevede la continuità dei percorsi già avviati, evitando interruzioni nella gestione tra le Aziende sanitarie provinciali e gli ATS.
Procedura di domanda, valutazione e rendicontazione
Le domande devono essere inviate direttamente all’ATS di residenza, di solito tramite PEC, rispettando i termini indicati negli avvisi. La graduatoria sarà elaborata dalle Unità di valutazione multidimensionale (UVM) in stretta collaborazione con l’Azienda sanitaria provinciale, tenendo conto della gravità clinica e dell’intensità dell’assistenza richiesta. Il contributo è destinato a coprire le spese per assistenti personali con contratto regolare o per servizi forniti da enti accreditati.
Per alleggerire le famiglie, la rendicontazione è stata drasticamente semplificata: le spese documentate per servizi professionali o strutture semiresidenziali vengono rimborsate, mentre la quota riconosciuta al familiare o caregiver che assiste direttamente non richiede alcuna prova contabile, ma solo un’autocertificazione del lavoro svolto.
I Servizi sociali dell’ATS monitoreranno l’efficacia dell’intervento attraverso il progetto personalizzato di ciascun utente. Per scaricare modulistica e consultare gli avvisi, i cittadini possono rivolgersi agli Uffici di Piano del loro Ambito territoriale sociale.
“Le risorse sono già disponibili sul territorio e nessuno resterà escluso”, ha dichiarato l’assessore al Welfare Pasqualina Straface. “Vogliamo offrire serenità alle famiglie e ai caregiver, con procedure snelle e trasparenti, perché il valore della cura a domicilio è fondamentale per la dignità di chi vive in condizioni di estrema fragilità”.



