Alle prime ore di mercoledì 30 settembre è nato a Davoli un presidio permanente sulla Statale 106 Ionica, nel tratto di viale Cassiodoro che segna l’entrata del paese da Catanzaro e l’uscita verso la provincia di Reggio Calabria. La scelta del punto è stata motivata dalla sua importanza strategica: un eventuale blocco in quel punto potrebbe paralizzare l’intera arteria costiera poiché la strada alternativa è molto stretta, a senso unico e inadatta al transito di pullman, camion e furgoni.
Il presidio a Davoli diventa il punto focale della protesta
Il presidio, dichiarato a oltranza è aperto a chiunque provenga dal mondo dell’agricoltura, dell’allevamento, del trasporto su gomma e alla cittadinanza. Oltre al prezzo dei carburanti gli organizzatori denunciano l’aumento dei costi di produzione, la concorrenza sleale e chiedono misure di tutela per il comparto produttivo locale. Tra le forze promotrici troviamo il Movimento Popolare Nazionale, Popolo di Calabria, Movimento Territori e Agricoltori, Associazione Tutela Agricoltori, il Gruppo Agricoltori del Crotonese e i Comitati Riuniti Agricoli.
Una rete di blocchi in tutta la costa ionica
L’azione di Davoli si inserisce in un più ampio coordinamento denominato “L’Italia scende in piazza”. Già dal lunedì 28 settembre erano attivi blocchi stradali a Crotone, Rosarno, Pizzo Calabro, Firmo/Sibari e Cariati. A Firmo/Sibari, nello svincolo dell’autostrada A2, circa 400 agricoltori con i propri trattori hanno creato lunghi rallentamenti. A Crotone, nella zona di Passovecchio, presso l’incrocio della Statale 106 con la Statale 107, si è allestito un altro presidio. Presenze costanti di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardie di Finanza garantiscono la sicurezza e monitorano la viabilità.
Obiettivi concreti e la tappa nazionale a Cosenza
Il presidio di Davoli, oltre a paralizzare il traffico locale, funge da punto di raccolta per le istanze del territorio da portare alla manifestazione nazionale prevista per il 10 ottobre a Cosenza. In quella data, i comitati locali convergeranno per presentare un documento unico che chieda al governo misure urgenti: sostegni al prezzo del carburante, agevolazioni fiscali per i produttori agricoli e interventi contro pratiche commerciali scorrette. Nel frattempo, i manifestanti hanno garantito il passaggio libero dei veicoli di emergenza e dei mezzi di soccorso, dimostrando una volontà di pressione responsabile.
Impatto sulla viabilità e sulle attività economiche
Se dovesse concretizzarsi un blocco prolungato, le conseguenze ricadrebbero soprattutto sul trasporto merci e sui collegamenti in autobus lungo il versante ionico. La Statale 106 è infatti l’asse nevralgico per il commercio tra le province calabresi; una sua interruzione costringerebbe i camionisti a percorrere tratti più lunghi e insidiosi, aumentando ulteriormente i costi di trasporto. Allo stesso tempo, la ferma delle linee autobus penalizzerebbe i pendolari e i turisti, generando ricadute negative sull’intero tessuto economico della regione.



