27 Settembre 2026 🌤 23°

M5S lancia la prima Summer School in Calabria per trattenere i giovani

M5S presenta a Diamante una Summer School per 100 giovani, mentre Tridico critica l’emigrazione dei talenti calabresi.

M5S lancia la prima Summer School in Calabria per trattenere i giovani

Dal 25 al 27 settembre la cittadina tirrenica di Diamante, in Calabria, sarà la sede della prima Summer School promossa dal Movimento 5 Stelle. L’iniziativa, curata dalla Scuola di Formazione in collaborazione con il gruppo The Left del Parlamento europeo, accoglierà 100 ragazzi selezionati nei mesi precedenti. L’obiettivo dichiarato è fornire una formazione trasversale su temi economici, geopolitici e democratici, coinvolgendo docenti universitari, esperti internazionali e responsabili politici.

Programma e relatori della Summer School

Il venerdì 25 settembre aprirà la manifestazione con i saluti di Pasquale Tridico, europarlamentare M5S e coordinatore della Scuola di Formazione, e di Vittoria Baldino, vicepresidente del partito responsabile delle politiche giovanili. Seguirà una prima sessione intitolata “La transizione globale tra crisi e guerre”, condotta dall’ex ambasciatore Marco Carnelos e dall’analista geopolitica Greta Cristini. Il sabato 26 settembre, il dibattito si concentrerà sulla “crisi della democrazia” con il contributo di Piero Bevilacqua e del professor Francesco Pallante dell’Università di Torino, per poi passare all’«economia nella grande trasformazione» con Andrea Roventini della Scuola Superiore Sant’Anna e Antonella Stirati dell’Università Roma Tre. La domenica 27 settembre chiuderà con una tavola rotonda su “Idee nuove per il mondo che cambia”, a cui parteciperanno Geminello Preterossi, Stefano Fassina e Pino Arlacchi, seguiti dalle conclusioni di Giuseppe Conte e dai saluti finali di Tridico e Baldino.

Motivazioni politiche dietro l’evento

Tridico ha spiegato che la scelta di Diamante non è casuale: la posizione geografica della Calabria offre una “prospettiva Mediterranea” ideale per un dialogo interculturale. Il rapporto sociale del Sud con il resto d’Europa è al centro dell’iniziativa, per consentire ai giovani di comprendere le dinamiche globali e, al contempo, di rinforzare le proprie radici nella regione di appartenenza.

Le critiche di Tridico alla fuga dei giovani dalla Calabria

Durante la giornata inaugurale l’europarlamentare ha lanciato un forte giudizio sul modello di sviluppo regionale. Ha definito le politiche del centrodestra “un disastro, un fallimento economico” sia a livello nazionale che regionale, sottolineando come la mancanza di opportunità stia spingendo i giovani a lasciare la Calabria. “Investiamo nei giovani fino a 300 000 euro a testa in capitale umano e poi li vediamo andare via”, ha dichiarato, evidenziando una perdita di capitale umano che supera i semplici numeri economici.

I dati riportati dalla Svimez indicano che, negli ultimi cinque anni, circa 300 000 giovani hanno abbandonato le regioni del Sud, una cifra che Tridico definisce “una grande distruzione di capitale umano, oltre che di affetti”. Secondo lui, tale epilogo è il risultato di un “cambiamento culturale mancante” nella gestione regionale, a differenza di quanto osservato in Puglia, dove, a suo avviso, le politiche hanno favorito una rinascita della mentalità e dei progetti di sviluppo.

Tridico ha inoltre condannato quello che descrive come “clientelismo e logiche speculative” della classe dirigente calabrese, sostenendo che queste dinamiche alimentano la fuga dei giovani perché “non si sentono valorizzati”. L’obiettivo, secondo l’europarlamentare, è duplice: trattenere le competenze già presenti e incentivare il ritorno di chi è partito. La proposta del M5S dell’anno precedente prevedeva politiche mirate al rientro dei giovani con incentivi e sostegno alla formazione locale, ma, a suo dire, queste iniziative non hanno ancora prodotto i risultati sperati.

Un appello a cambiare modello di sviluppo

La Summer School, quindi, rappresenta per il Movimento 5 Stelle una “scelta strategica” per avviare una nuova narrazione: formare i futuri leader non attraverso l’indottrinamento, ma fornendo loro una bussola di conoscenza e confronto. Se le politiche regionali non sapranno adeguarsi, la continuità della fuga di giovani talenti rischierà di diventare la nuova normalità per la Calabria.

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