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Misura cautelare violata: arresto con flagranza differita a Catanzaro

Il braccialetto non è bastato: la protesta di una donna ha portato all'arresto del suo ex a Catanzaro.

Misura cautelare violata: arresto con flagranza differita a Catanzaro

Durante la mattina del 24 settembre 2026 una donna ha riconosciuto il proprio ex compagno mentre passeggiava lungo viale Crotone, nel quartiere marinaro di Catanzaro. Nonostante l’uomo fosse soggetto a un braccialetto elettronico e a un divieto di avvicinamento nei confronti della ex, ha deciso di avvicinarsi. La vittima, spaventata, ha immediatamente chiamato il numero di emergenza, attivando l’intervento delle forze dell’ordine.

Le unità della Squadra Volante della Questura di Catanzaro sono giunte sul posto in pochi minuti. Il sospetto, tuttavia, era già scomparso dal luogo del presunto avvicinamento. Gli agenti hanno quindi avviato un’indagine per via dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di verificare la versione della donna.

Braccialetto elettronico e violazione del divieto di avvicinamento

Il braccialetto elettronico è stato installato in base a un provvedimento giudiziario finalizzato a monitorare i movimenti del quarantenne e a impedire il contatto con la ex. Il dispositivo, infatti, dovrebbe inviare un allarme ogniqualvolta il soggetto si avvicini al luogo o alla persona indicati dal provvedimento. In questo caso, gli avvisi non hanno impedito il raggiungimento di viale Crotone, dimostrando i limiti pratici del monitoraggio remoto.

Ricostruzione dei fatti grazie alle telecamere

Gli investigatori hanno analizzato le registrazioni delle telecamere di quartiere, le quali hanno mostrato chiaramente la presenza del sospetto in prossimità della donna, in orario compatibile con la segnalazione telefonica. Le immagini hanno corroborato la denuncia, fornendo le prove necessarie per procedere con l’arresto in flagranza differita una misura prevista dall’articolo 382-bis del codice di procedura penale per i reati di violenza domestica.

Procedura di arresto in flagranza differita e decisione del giudice

Dopo aver raccolto le evidenze video, le forze dell’ordine hanno effettuato l’arresto in flagranza differita. L’uomo è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, dove ha dovuto rispondere alle accuse di violazione del divieto di avvicinamento. Il provvedimento è stato successivamente sottoposto al giudice per la convalida dell’arresto dove è stata valutata la sussistenza dei presupposti legali.

Convalida dell’arresto e misura degli arresti domiciliari

Durante l’udienza di convalida, il GIP ha confermato la legittimità dell’intervento delle Volanti e ha fissato come misura cautelare gli arresti domiciliari per il sospetto. Tale decisione si inserisce nel più ampio contesto della legge Roccella che prevede strumenti più severi contro la violenza di genere, garantendo una risposta rapida e proporzionata.

Il caso evidenzia come, nonostante le tecnologie di monitoraggio, la vigilanza umana e la tempestività delle forze dell’ordine rimangano elementi cruciali nella protezione delle vittime. Le autorità locali hanno ribadito l’impegno a rafforzare la collaborazione tra sistemi di sorveglianza e interventi sul territorio per evitare futuri abusi del divieto di avvicinamento.

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