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Famiglia nel bosco: annullato l’incontro a Palmoli, i piccoli aspettavano da dieci mesi

La famiglia nel bosco attendeva da dieci mesi il rientro a Palmoli, ma l'incontro è stato annullato. Scopri perché e cosa dicono gli esperti.

Famiglia nel bosco: annullato l’incontro a Palmoli, i piccoli aspettavano da dieci mesi

Un nuovo colpo di scena per la famiglia nel bosco. L’incontro che avrebbe dovuto segnare il primo passo verso il rientro dei tre bambini nella loro casa di Palmoli è stato annullato all’ultimo momento. Una decisione che ha lasciato i piccoli profondamente delusi, dopo dieci mesi di attesa.

L’avvocato Simone Pillon legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion ha comunicato la notizia, sottolineando la delusione dei bambini e la frustrazione della famiglia. L’appuntamento, previsto per oggi, avrebbe dovuto svolgersi nella casa familiare a Palmoli, con misure di sicurezza per garantire la privacy.

Il rientro a Palmoli e le misure di sicurezza

Il Comune di Palmoli aveva predisposto tutte le misure necessarie per tutelare la privacy dei bambini e dei genitori. L’area era stata delimitata e i giornalisti erano stati allontanati su richiesta della famiglia. Nonostante questi accorgimenti, gli operatori dei servizi sociali hanno deciso di non procedere con il rientro, mantenendo l’incontro nella consueta località protetta.

Pillon ha criticato le modalità con cui è stata presa la decisione, sottolineando che la famiglia aveva contattato i servizi sociali già l’11 settembre chiedendo misure per evitare l’afflusso dei media. “Il previsto incontro di oggi presso Palmoli è stato purtroppo spostato all’ultimo in altra sede”, ha spiegato il legale, ringraziando comunque per la collaborazione del Comune.

Le reazioni degli esperti e il percorso scolastico

Sul momento che stanno vivendo i tre bambini è intervenuto anche Tonino Cantelmi psichiatra e perito di parte della famiglia. Cantelmi ha commentato anche l’avvio della scuola elementare a Vasto dove i tre minori sono stati iscritti dalla tutrice legale. Una scelta che non coincide con la volontà espressa dai genitori, favorevoli alla prosecuzione dell’homeschooling.

Secondo Cantelmi, i bambini hanno mostrato una significativa capacità di adattamento e potrebbero riuscire a trarre elementi positivi dalla nuova esperienza. Tuttavia, lo psichiatra ha evidenziato il rischio di bullismo legato alla forte attenzione mediatica riservata alla loro storia. Per questo, sarà importante il monitoraggio affidato agli specialisti della neuropsichiatria infantile.

Il nodo della scuola parentale

Cantelmi ha espresso perplessità sulla proporzione tra le misure adottate nei confronti della famiglia e le criticità individuate. Quando i bambini sono stati allontanati dalla famiglia, due di loro non avevano ancora raggiunto l’età scolare. Per la figlia maggiore era invece già in corso un percorso di scuola parentale, giudicato insufficiente.

Lo psichiatra ha criticato le modalità con cui è stata affrontata la questione educativa, sostenendo che le istituzioni avrebbero potuto intervenire per sostenere e migliorare il percorso di istruzione familiare invece di arrivare alla separazione dell’intero nucleo.

Il percorso di rientro e il rischio di nuove separazioni

Cantelmi ha accolto positivamente la prospettiva di consentire ai bambini di tornare gradualmente nei luoghi a loro familiari, compresi quelli legati alla vita quotidiana nella casa di Palmoli. Il ritorno nell’ambiente domestico avrebbe permesso ai piccoli di rivedere gli animali e ritrovare il rapporto con la natura, elementi considerati importanti per la loro storia familiare.

Resta però il tema della supervisione durante gli incontri con i genitori. Cantelmi ha criticato il fatto che momenti vissuti nell’intimità familiare debbano avvenire sotto controllo, sostenendo che ciò rischierebbe di trasmettere un’immagine negativa dei genitori.

Il professionista ha infine posto l’accento sulla necessità di non prolungare eccessivamente il percorso a tappe. Ogni nuovo incontro seguito da una separazione, secondo la sua valutazione, potrebbe riattivare nei bambini il trauma legato al precedente allontanamento. Per questo, pur confidando nella capacità dei genitori di offrire sicurezza e affetto, Cantelmi ritiene che il ricongiungimento dovrebbe procedere senza tempi inutilmente dilatati.

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