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Nuovo bando per l’asilo nido di Vibo Valentia: ecco cosa cambia

Il Comune di Vibo Valentia ha lanciato un nuovo bando per l'asilo nido comunale, con un contributo di 50mila euro e tempi stretti per l'avvio del servizio. Intanto, polemiche tra amministrazione e opposizione sulla gestione dei fondi.

Nuovo bando per l’asilo nido di Vibo Valentia: ecco cosa cambia

Il Comune di vibo valentia ha avviato una nuova procedura per l’affidamento della gestione dell’asilo nido comunale con l’obiettivo di rendere operativo il servizio nel più breve tempo possibile. Il bando, pubblicato il 2 settembre e aperto per 15 giorni, introduce alcune novità significative, tra cui un contributo diretto dell’ente di 50mila euro e un termine di soli cinque giorni dall’aggiudicazione per l’avvio del servizio.

Mentre l’amministrazione comunale guarda con ottimismo alla nuova procedura, si accendono le polemiche politiche sulla gestione delle risorse del Fondo nazionale per il sistema integrato zero-sei. Il sindaco Enzo Romeo e l’assessore alla Pubblica istruzione Stefano Soriano hanno deciso di intervenire sulle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal consigliere regionale Vito Pitaro e dal segretario provinciale di Forza Italia Michele Comito.

Le novità del nuovo bando

Il nuovo bando per l’affidamento della gestione dell’asilo nido comunale di Vibo Valentia introduce alcune novità importanti. Tra queste, un contributo diretto del Comune di 50mila euro e un termine di soli cinque giorni dall’aggiudicazione per l’avvio del servizio. L’amministrazione stima che l’attività possa partire entro la fine di settembre.

La procedura arriva dopo che il precedente tentativo era andato deserto. L’amministrazione comunale spera che le nuove misure possano rendere operativo il servizio nel più breve tempo possibile, rispondendo alle esigenze delle famiglie vibonesi.

Le polemiche sui fondi del Fondo zero-sei

Il nodo del confronto riguarda la gestione delle risorse del Fondo nazionale per il sistema integrato zero-sei. Il sindaco Enzo Romeo e l’assessore Stefano Soriano respingono le ricostruzioni attribuite ai due esponenti politici, affermando che un consigliere regionale in carica ed un ex che ha trascorso quasi cinque anni a Palazzo Campanella non conoscano né le delibere della ‘loro’ giunta né atti e procedure.

Secondo l’amministrazione comunale, per comprendere la vicenda occorre partire dalla natura stessa del finanziamento. Il Fondo ministeriale zero-sei viene infatti erogato agli Ambiti attraverso una quota del 75% a carico del ministero e una parte restante del 25% quale cofinanziamento regionale. Le annualità interessate dalla vicenda sono quelle comprese tra il 2018 e il 2022.

Le accuse della Regione Calabria

È proprio sulla quota regionale che il Comune concentra una parte significativa della propria replica. Per le annualità 2019, 2021 e 2022, sostiene l’amministrazione, la Regione Calabria non avrebbe trasferito la propria quota, scegliendo di destinarla ad altre misure comunque riconducibili ai servizi per l’infanzia. La somma complessivamente interessata, secondo Palazzo Luigi Razza, sarebbe di circa 350mila euro.

Il Comune contesta inoltre l’idea che eventuali ritardi nella gestione delle risorse siano riconducibili all’ATS di Vibo Valentia. Gli uffici dell’Ambito, viene spiegato nella nota, sarebbero stati costretti a trasmettere più volte le medesime schede di monitoraggio richieste dalla Regione per le diverse annualità.

La difesa dell’ATS di Vibo Valentia

Il Comune sostiene che gli atti disponibili dimostrino un comportamento puntuale da parte dell’Ambito territoriale sociale di Vibo Valentia. ‘Contrariamente a quanto asserito’, dichiarano Romeo e Soriano, ‘l’ATS di Vibo Valentia ha sempre garantito massima tempestività ed esaustività nel rendicontare e monitorare l’utilizzo dei fondi destinati ai servizi educativi per l’infanzia’.

La ricostruzione dell’amministrazione entra quindi nel dettaglio delle attività svolte dall’Ambito, che avrebbe raccolto, verificato e validato i giustificativi di spesa dei 15 Comuni che ne fanno parte per tutte le annualità comprese tra il 2018 e il 2022. ‘L’analisi degli atti evidenzia in modo inconfutabile che l’ATS di Vibo Valentia ha rispettato scadenze e procedure’, proseguono il sindaco e l’assessore, sostenendo che l’Ambito abbia inoltre assicurato collaborazione agli uffici regionali.

I costi della gestione affidata ai privati

Un altro punto della replica riguarda l’affermazione secondo cui l’affidamento del servizio a un soggetto esterno avrebbe dovuto necessariamente comportare una riduzione dei costi grazie al ricorso a personale educativo con contratto privatistico. Per l’amministrazione si tratterebbe di una semplificazione che non tiene conto dell’effettivo costo complessivo della gestione di un asilo nido.

‘Il costo di un servizio non coincide con il costo del contratto degli educatori’, sottolineano Romeo e Soriano. Una gestione, spiegano, comprende infatti anche personale ausiliario, coordinamento, sostituzioni, formazione, sicurezza, assicurazioni, organizzazione e materiali, oltre agli altri oneri necessari a garantire il funzionamento della struttura.

Da qui la richiesta di confrontarsi sui dati: ‘Se qualcuno sostiene che l’affidamento a terzi avrebbe dovuto produrre automaticamente un risparmio, metta i numeri sul tavolo’.

Mentre prosegue il confronto politico sulla gestione delle risorse e sulle responsabilità legate al Fondo zero-sei, l’amministrazione comunale guarda intanto alla nuova procedura di affidamento dell’asilo nido di Vibo Valentia. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Luigi Razza è arrivare all’attivazione entro la fine del mese, dopo il precedente bando andato deserto.

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