In un caldo pomeriggio di luglio, il Chiostro Caffè Letterario di Piazzetta San Domenico a Lamezia ha ospitato la presentazione di «Il Dieci di Agosto» il secondo romanzo di Salvatore Molinaro pubblicato da Youcanprint nel 2026. L’incontro, moderato da Rita Giura ha visto la partecipazione attiva del pubblico in un dialogo che ha spaziato tra scelte di vitasenso di colpa e dipendenze affettive.
Un romanzo che esplora le dinamiche umane
La storia inizia nella notte del 10 agosto 1989 sul Monte Reventino dove quattro ragazzi salgono per osservare le stelle cadenti. Questo evento segna l’inizio di un intreccio di vite che si sviluppano nel corso di decenni, coinvolgendo EleonoraAuroraLisa e Claudio. Il romanzo esplora traumi che si tramandano di madre in figlia e amori che degenerano in abuso, con la Calabria interna come personaggio centrale.
La Calabria come protagonista
Una lettrice ha scelto di leggere ad alta voce il passaggio che l’ha colpita di più: le pagine che descrivono Lamezia deserta nel primo pomeriggio d’agosto e il carro attrezzi che porta Lisa una romana in panne, verso un’officina di Platania«il paese di mia nonna». Questo passaggio ha evocato ricordi personali e luoghi lontani come Monteriggioni la Norvegia e il Venezuela dimostrando come il romanzo riesca a creare connessioni universali.
Il senso di colpa e la scelta di non giudicare
Durante l’incontro, Giura ha incalzato l’autore sul senso di colpa che permea il libro. Molinaro ha spiegato che questa tematica è nata da una conversazione con amici, riflettendo su come nella società occidentale il senso di colpa sia più sviluppato che altrove. Ha anche sottolineato la difficoltà locale a dire di no, scambiando spesso l’invadenza per calore.
Un aspetto cruciale della serata è stata la scelta di scrittura di Molinaro: la voce narrante si astiene dal giudicare i personaggi, anche quelli più controversi. «La voce narrante del libro non la condanna né la assolve, semplicemente si astiene dal giudicare», ha affermato l’autore. Il vero protagonista, secondo lui, non sono i personaggi, ma le dinamiche che li legano.
La violenza psicologica e la dipendenza affettiva
Un lettore ha evidenziato come il romanzo descriva in modo efficace un rapporto di dipendenza affettiva tra due donne in una relazione omosessuale, senza ricorrere alla violenza fisica ma esplorando la violenza psicologica. Questo aspetto è stato definito «difficilissimo» e «pericoloso» perché riesce a coinvolgere il lettore in modo profondo, facendogli perdere la cognizione del tempo.
Amare significa scegliere
Il filo del discorso è tornato al punto di partenza: l’importanza delle scelte nella vita. Molinaro ha citato una frase che si porta dietro da quando aveva diciotto anni detta da un allenatore di pallavolo: «Le scelte le sbaglia chi non le fa». Quando non si sa cosa scegliere, ha aggiunto, una possibilità resta sempre disponibile: se stessi.
Sul finale aperto del romanzo, Giura ha espresso la sensazione di restare sospesi a libro chiuso. Molinaro ha rivelato che «Il Dieci di Agosto» è il secondo capitolo di una saga, leggibile anche separatamente, e che il terzo romanzo si intitolerà «Sei anni di vuoto». Inoltre, i capitoli 10 e 15 del romanzo contengono la chiave per rileggere il precedente, «Il vento del mare del Nord», dove al capitolo 7 un bambino dice che «l’acqua trattiene i segreti e certe parole hanno senso solo se lette al contrario».
La serata si è conclusa con un gioco proposto da Molinaro: aprire il libro a caso, leggere quattro righe e discuterle. Un modo per coinvolgere ulteriormente il pubblico e far emergere le emozioni nascoste tra le pagine.



