Un’operazione senza precedenti condotta dai carabinieri ha portato allo smantellamento di una organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa. Le misure cautelari, 35 in totale, sono state eseguite in diverse regioni italiane, tra cui la Provincia di Reggio CalabriaCatanzaroCosenzaPalermoCataniaTrapaniCaltanissetta e Torino.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria ha portato alla luce un vasto sistema di traffico di droga, con il coinvolgimento di portuali e familiari di detenuti. Gli indagati sono accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati.
Le due fasi dell’indagine: dalla scoperta alle conferme
Le indagini, condotte dalla Sezione operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi e dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro si sono sviluppate in due fasi distinte. La prima fase ha portato alla scoperta di un vasto sistema organizzato finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, sviluppatosi tra il 2026 e il 2026.
La prima fase: chat criptate e importazioni dal Sudamerica
Grazie a un ordine di indagine europeo su alcune chat criptate acquisite dalla piattaforma SKY ECC gli investigatori hanno scoperto un sistema organizzato orchestrato da due soggetti detenuti, compagni di cella, coadiuvati dai loro stretti congiunti. Le indagini hanno rivelato numerose operazioni di importazione di cocaina dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro con un volume complessivo di traffici ricostruiti di oltre 300 chili.
La seconda fase: conferme e tentato sequestro
La seconda fase delle indagini, sviluppatasi tra l’aprile del 2026 e il luglio del 2026, ha confermato la piena operatività dell’organizzazione. Figura centrale in questo filone è stato il figlio di uno dei due soggetti detenuti. Durante l’inchiesta è emerso anche il tentativo di sequestrare un acquirente palermitano reo di non avere saldato una precedente fornitura, tentativo sventato dagli investigatori.
Il ruolo della cosca Alvaro di Sinopoli
L’organizzazione criminale agiva per agevolare la cosca Alvaro di Sinopoli una delle più potenti della zona. Le indagini hanno portato alla luce un sistema complesso di stoccaggio, trasporto e rivendita di stupefacenti, con il coinvolgimento di numerosi soggetti, tra cui anche alcuni portuali incaricati di portare la droga fuori dallo scalo.
Questa operazione rappresenta un colpo significativo alle organizzazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti, dimostrando ancora una volta l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata.



