Il commercio di prossimità in Calabria sta vivendo un momento di crisi. Secondo i dati più recenti, al 31 maggio 2026, la regione conta 155.825 imprese attive, con una diminuzione dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, che rappresenta il 28,9% del sistema imprenditoriale regionale, ha registrato un calo del 3,7%, quasi triplo rispetto alla media regionale.
Questa tendenza negativa non riguarda solo una singola provincia, ma l’intera regione. A Crotone, ad esempio, il totale delle imprese è diminuito del 5,6%, con un calo del 7,6% nel settore commerciale. Situazioni simili si osservano a Catanzaro (-4,8%), Vibo Valentia (-4,2%) e Cosenza (-3,8%). Anche Reggio di Calabria, l’unica provincia con un aumento dello 0,4% delle imprese totali, ha visto una riduzione dell’1,7% nel commercio.
Le cause del declino del commercio di prossimità
Il calo del commercio di prossimità in Calabria è attribuibile a diversi fattori. La domanda delle famiglie rimane fragile, con un reddito disponibile pro capite di 16.796 euro nel 2026, oltre un quarto sotto la media nazionale. L’inflazione regionale, che ha raggiunto il 3,9% nel maggio 2026, ha ulteriormente aggravato la situazione, rendendo difficile per le famiglie sostenere le spese non essenziali.
Un altro fattore critico è la crescita del commercio elettronico che ha registrato un aumento dell’11,9% in valore e del 12,1% in volume. Questo cambiamento nelle abitudini di acquisto ha reso la competizione sul prezzo una costante, riducendo la centralità del tradizionale calendario degli sconti.
Le prospettive per il futuro
Per invertire questa tendenza negativa, sono necessarie strategie mirate. Osserva Calabria, l’osservatorio economico promosso da Confesercenti Calabria, ha identificato cinque priorità operative: un programma regionale per i Distretti Urbani del Commercio, la riattivazione degli spazi commerciali inutilizzati, una maggiore integrazione tra commercio, turismo ed eventi, l’accompagnamento digitale delle piccole imprese e la semplificazione delle regole.
Il turismo, ad esempio, può rappresentare un’opportunità, ma non una garanzia. Nel 2026, le presenze turistiche sono cresciute dell’11,6%, con un aumento del 28,5% della componente straniera. Tuttavia, per generare valore, il turismo deve incontrare città accessibili, percorsi chiari, negozi aperti, eventi collegati al territorio e servizi efficienti.



