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Ndrangheta a Reggio Calabria: 79 arresti e nuove rivelazioni sull’organizzazione criminale

La Dda di Reggio Calabria ha svelato una confederazione tra le cosche della 'ndrangheta, con 79 arresti e nuove rivelazioni su rituali e affiliazioni

Ndrangheta a Reggio Calabria: 79 arresti e nuove rivelazioni sull’organizzazione criminale

Un’ampia operazione della Direzione distrettuale antimafia di reggio calabria ha portato alla luce una complessa rete di relazioni tra le cosche della ‘ndrangheta operanti nella città. L’operazione Epicentro 2 conclusasi il 13 luglio 2026, ha portato all’arresto di 79 persone, accusate di vari reati di associazione mafiosa e estorsione.

La conferenza stampa del 14 luglio 2026, tenuta dal procuratore Giuseppe Borrelli e dal procuratore aggiunto Walter Ignazitto, ha fornito dettagli inquietanti sulle dinamiche interne dell’organizzazione criminale. Le indagini hanno documentato riunioni segrete in cui sono stati ridefiniti gli equilibri di potere tra le famiglie mafiose, spartiti i proventi delle attività illecite e pianificati nuovi rituali di affiliazione.

La struttura confederale della ‘ndrangheta a Reggio Calabria

Secondo le dichiarazioni del procuratore Borrelli, le indagini hanno confermato l’esistenza di una confederazione tra le cosche che operano nei vari quartieri di Reggio Calabria. Questa struttura organizzativa permette un controllo capillare delle attività illecite, in particolare delle estorsioni.

Le registrazioni delle riunioni hanno rivelato che le famiglie mafiose del centro cittadino hanno ristabilito posizioni di comando e responsabilità, gestendo i rapporti con altre consorterie criminali. Ignazitto ha sottolineato che questa organizzazione segue un’impostazione archi-centrica dove anche le articolazioni periferiche rispondono alle indicazioni delle famiglie di Archi.

Rituali di affiliazione e nuove dinamiche

Una delle novità emerse dall’indagine è il ritorno ai rituali di affiliazione. Ignazitto ha riferito di un caso particolare in cui un soggetto ha chiesto a un esponente di vertice una dote di ‘ndrangheta come regalo di laurea per il figlio. Questo dimostra una volontà di rafforzare i legami interni all’organizzazione attraverso pratiche tradizionali.

La lotta alle mafie rimane una priorità assoluta per il Governo, come ribadito dalla presidente Giorgia Meloni. L’operazione Epicentro 2 rappresenta un passo significativo nella lotta alla ‘ndrangheta ma il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura deve continuare per sradicare definitivamente queste organizzazioni criminali.

Le dichiarazioni delle autorità

Il procuratore Borrelli ha affermato che lo Stato non si piega di fronte alle minacce della criminalità organizzata. Le indagini condotte dalla Dda hanno permesso di smantellare una parte significativa della struttura mafiosa, ma il fenomeno rimane complesso e radicato.

Ignazitto ha aggiunto che le sentenze passate in giudicato hanno già definito questa confederazione di ‘ndrine, ma le nuove scoperte dimostrano che l’organizzazione continua a evolversi. La lotta alla ‘ndrangheta richiede un impegno costante e una collaborazione stretta tra le forze dell’ordine e la magistratura.

L’operazione Epicentro 2 rappresenta un successo importante, ma il lavoro non è ancora concluso. Le autorità continuano a monitorare le attività delle cosche e a raccogliere prove per nuovi procedimenti giudiziari. La speranza è che queste operazioni possano contribuire a debellare definitivamente la presenza mafiosa in Calabria.

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