24 Giugno 2026 🌧 29°

Pesca illegale in Calabria: scoperta rete clandestina con animali protetti

Un'operazione congiunta tra Guardia di finanza, Guardia costiera e Sea Shepherd Italia ha portato al sequestro di 19 chilometri di reti illegali nel Mar Tirreno, rivelando un sistema organizzato di pesca illegale.

Pesca illegale in Calabria: scoperta rete clandestina con animali protetti

Un’operazione congiunta tra la Guardia di finanza la Guardia costiera e Sea Shepherd Italia ha portato alla luce un grave caso di pesca illegale nel Mar Tirreno al largo della costa di Fuscaldo in Calabria. Il sequestro di 19 chilometri di reti spadare vietate in tutto il Mediterraneo dal 2002 ha rivelato un sistema organizzato di pesca illegale su scala industriale.

Il ritrovamento che ha scatenato l’operazione

Tutto è iniziato il 6 giugno quando le navi di Sea Shepherd Italia hanno recuperato uno spezzone di rete derivante abbandonata, contenente tre delfini morti tra cui un cucciolo. Questo macabro ritrovamento ha innescato un’azione immediata, portando a tre giorni di pattugliamento lungo la costa tirrenica calabrese. L’operazione congiunta ha coinvolto il Roan della Guardia costiera e le navi di Sea Shepherd Italia, rivelando l’entità del problema.

Le specie protette trovate nelle reti

All’interno delle reti illegali, sono stati trovati quattro mante giganti del Mediterraneo una specie classificata come in pericolo, un pesce luna un esemplare di tartaruga Caretta caretta e due tonni rossi. Fortunatamente, gli animali intrappolati ma ancora vivi sono stati liberati, evitando ulteriori danni alla fauna marina.

La dichiarazione di Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia

Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia, ha commentato l’operazione con queste parole: “Quello che abbiamo visto il 6 giugno al largo della Calabria era una strage. Quello che abbiamo fatto nei tre giorni successivi insieme alla Guardia di finanza e alla Guardia costiera è la risposta che questo mare merita“. Morello ha lodato il modello di cooperazione tra forze dello Stato e organizzazioni di conservazione, sottolineando l’importanza di tali collaborazioni per la protezione del mare.

Questa operazione rappresenta un passo significativo nella lotta contro la pesca illegale e un esempio di come la collaborazione tra diverse entità possa portare a risultati concreti nella protezione dell’ambiente marino.

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