24 Giugno 2026 ☁ 29°

Difesa costiera in Calabria: aggiornamenti sull’inchiesta e le misure cautelari

La Procura di Catanzaro ha ritirato la richiesta di interdittiva per cinque indagati nell'inchiesta sui lavori di difesa costiera in Calabria. Scopri i dettagli.

Difesa costiera in Calabria: aggiornamenti sull’inchiesta e le misure cautelari

Un colpo di scena nell’inchiesta sui presunti illeciti relativi ai lavori di difesa costiera nel Catanzarese. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha deciso di revocare la richiesta di misure cautelari interdittive nei confronti di cinque indagati. La decisione è arrivata al termine degli interrogatori preventivi svolti davanti al Gip del Tribunale di Catanzaro.

L’inchiesta riguarda presunti illeciti legati ai lavori di difesa costiera e ripascimento del litorale Jonico, tra Soverato, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio e Isca sullo Ionio. Le ipotesi di reato contestate sono frode in pubbliche forniture, truffa allo Stato e falsità ideologica.

Gli interrogatori e la decisione della Procura

La mattinata si è aperta con l’interrogatorio di Giovanna Chiodo, responsabile unico del procedimento (Rup), assistita dagli avvocati Giuseppe Pitaro e Vittorio Ranieri. Chiodo ha risposto a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero Debora Delcogliano. Successivamente, sono stati sentiti anche gli altri indagati: Ignazio Aquilino, Rosa Maria Gallelli, Stefania Romanò e Olga Saraco, difesi rispettivamente da Domenico Pietragalla, Salvatore Staiano, Alice Piperissa e Roberta Pizzì.

Al termine degli interrogatori, il pubblico ministero Debora Delcogliano ha deciso di revocare l’originaria richiesta cautelare di interdittiva formulata nei confronti dei cinque indagati. La decisione finale spetta ora al Gip Piero Agosteo, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta avanzata dalla Procura.

I dettagli dell’inchiesta

Al centro dell’inchiesta vi è l’appalto da circa 2 milioni di euro affidato alla società Icogen. Gli inquirenti ipotizzano che le barriere soffolte e i pennelli per contrastare l’erosione siano stati realizzati in modo difforme rispetto ai progetti approvati, utilizzando materiali non conformi o, in alcuni casi, omettendo del tutto gli interventi previsti.

Tali condotte avrebbero indotto in errore la Regione calabria, portando al pagamento di acconti basati su Stati di Avanzamento Lavori ritenuti falsi, con conseguente danno patrimoniale pubblico. La Procura ha avanzato queste ipotesi di reato sulla base di un’indagine approfondita.

Le implicazioni per la difesa costiera

L’inchiesta solleva questioni importanti riguardo alla gestione dei fondi pubblici e alla qualità degli interventi di difesa costiera. La revoca della richiesta di interdittiva potrebbe influenzare il prosieguo delle indagini e le eventuali misure cautelari future. La decisione del Gip Piero Agosteo sarà cruciale per determinare le prossime mosse della Procura.

Nel frattempo, la comunità locale attende con interesse gli sviluppi della situazione, sperando in una risoluzione rapida e trasparente. La difesa costiera è un tema di grande importanza per la regione, e qualsiasi illecito in questo settore ha un impatto significativo sulla sicurezza e sull’economia locale.

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