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Economia calabrese: pil a +1,1% e oltre 20mila occupati, cosa emerge dal rapporto

Il rapporto annuale della Banca d'Italia per la Calabria mostra un pil a +1,1%, un incremento di circa 20.300 occupati e segnali positivi per turismo ed export, pur con criticità su dimensione delle imprese e innovazione. La presentazione a Catanzaro ha coinvolto autorevoli rappresentanti dell'istituto e professionisti locali.

Economia calabrese: pil a +1,1% e oltre 20mila occupati, cosa emerge dal rapporto

La presentazione del rapporto annuale sulla Calabria realizzato dalla Banca d’Italia ha tracciato un quadro economico più vivace rispetto al passato recente, ma non privo di nodi strutturali. Nel documento emerge un aumento del prodotto interno lordo regionale dell’1,1% nel 2026, accompagnato da un netto miglioramento del mercato del lavoro e da una crescita rilevante delle esportazioni.

All’incontro di presentazione a Catanzaro hanno partecipato esponenti dell’istituto e i professionisti che hanno curato il lavoro. I dati contenuti nel rapporto evidenziano elementi concreti che giustificano un’attenzione focalizzata su incentivi, fiscalità di vantaggio e semplificazione amministrativa per consolidare il percorso di crescita.

Indicatori principali: pil, occupazione, export e turismo

Il PIL regionale è salito dell’1,1% nel 2026, una performance superiore alla media del Mezzogiorno e nazionale. Sul fronte dell’occupazione il rapporto registra un aumento di circa 20.300 persone occupate, pari a una crescita percentuale del 3,8% con un aumento del tasso di occupazione dal 44,8% al 46,4% e una riduzione dei disoccupati. Questi numeri riflettono un mercato del lavoro in espansione che coinvolge sia il lavoro dipendente sia quello autonomo, con una dinamica particolarmente positiva per l’occupazione femminile.

Export e imprese

Le esportazioni hanno segnato una crescita del 10,8% e, per la prima volta, hanno superato la soglia di un miliardo di euro. L’industria regionale mostra vendite in aumento e gli investimenti delle imprese si sono mantenuti su livelli sostenuti grazie anche a misure fiscali mirate. Tuttavia, il rapporto sottolinea che la dimensione media delle imprese resta contenuta e la capacità innovativa è ancora limitata, elementi che frenano la piena valorizzazione del potenziale export.

Investimenti pubblici e infrastrutture: il ruolo del PNRR e dei porti

Tra i fattori che hanno trainato la crescita figurano i consumi, il settore delle costruzioni e la maggiore incidenza della spesa pubblica in conto capitale. Le ore lavorate nelle casse edili sono cresciute del 4,1% e la spesa per opere pubbliche degli enti territoriali è aumentata di circa un terzo rispetto all’anno precedente, anche per effetto degli investimenti collegati al PNRR. In parallelo il porto di Gioia Tauro ha registrato un nuovo record nella movimentazione dei container, consolidando il suo ruolo logistico nel Mediterraneo.

Turismo e traffico aeroportuale

Il comparto turistico è risultato particolarmente dinamico: le presenze nelle strutture ricettive sono salite dell’11,6%, con un aumento significativo della componente straniera, e gli aeroporti calabresi hanno superato per la prima volta i quattro milioni di passeggeri. Questi dati confermano l’importanza del turismo come volano di sviluppo regionale, pur evidenziando la persistenza di una forte stagionalità che limita la continuità dell’offerta.

Criticità strutturali e suggerimenti per la crescita

Nonostante i segnali positivi, il rapporto individua criticità rilevanti: la forte frammentazione del tessuto produttivo, la scarsa innnovazione brevetti e una quota di export ancora insufficiente rispetto al PIL regionale. Per sostenere la trasformazione occorre rendere più stabili le agevolazioni, semplificare gli adempimenti e ridurre i vincoli alle compensazioni dei crediti d’imposta, oltre a proseguire la programmazione regionale per competitività e innovazione.

Nel documento si sottolinea come strumenti come le misure Transizione 4.0 e Transizione 5.0 insieme al regime agevolato della ZES Unica del Mezzogiorno abbiano avuto un impatto positivo sugli investimenti d’impresa. Tuttavia, per trasformare i risultati in uno sviluppo duraturo è necessario un salto di qualità nelle politiche pubbliche e fiscali che accompagnino le imprese locali verso una maggiore scala e capacità innovativa.

Durante la presentazione, il direttore della filiale di Catanzaro, Maurizio Silvi ha definito il quadro regionale come caratterizzato da segnali incoraggianti e ha affermato che “I dati occupazionali sono estremamente interessanti e positivi.” Il rapporto è frutto del lavoro coordinato di professionisti tra cui Iconio Garrì (coordinamento redazionale), Tonino CovelliEnza MalteseGraziella Mendicino e la cura editoriale di Franca Perrotta.

Infine, il presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di CatanzaroSalvatore Passafaro ha ribadito l’importanza della leva fiscale come asset strategico di sviluppo per consolidare la ripresa economica regionale. Come evidenziato nel rapporto, “Più o meno tutti gli indicatori convergono nel rappresentare questa positività“, ma il documento richiama anche la necessità di guardare con prudenza allo scenario internazionale e ai rischi che possono incidere sulla fiducia di famiglie e imprese.

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