La politica calabrese ha vissuto un’incredibile inversione di rotta: Pasquale Tridico propone di sospendere il bollo auto per i calabresi con redditi bassi, finché le infrastrutture regionali non saranno migliorate. Roberto Occhiuto, dal palco, liquida la proposta come una favolaparagonandola a una promessa di Cetto La Qualunque.
Giugno 2026: otto mesi dopo, Occhiuto stesso presenta la stessa idea come una misura smart, sexy, impattanteuna mossa alla Berlusconi da inserire nella prossima manovra. Un’inversione di rotta che merita di essere analizzata.
Da derisione a misura nazionale: il cambio di rotta
: durante la campagna elettorale, Occhiuto deride la proposta di Tridico, sostenendo che una Regione non lo può toccare. Giugno 2026: Occhiuto stesso ammette di aver preso in giro Tridico, ma ora vede nella proposta una scelta di visione politica.
La differenza? Tridico aveva proposto un’esenzione mirata: niente bollo per le auto con tassa fino a 250 euro e per nuclei con Isee fino a 25 mila euro. Una misura che le Regioni possono adottare, come confermato dalla Corte costituzionale e dall’Agenzia delle Entrate. Dal 1° gennaio 2026, le Regioni hanno la piena titolarità del gettito del bollo auto.
Il paradosso politico: da populismo a misura seria
La proposta di Tridico, inizialmente liquidata come populista, è diventata una misura seria. Occhiuto ora sostiene che il bollo auto è una patrimoniale ingiusta da abolire a livello nazionale. Ma la domanda sorge spontanea: se il bollo è una patrimoniale ingiusta da abolire a Roma, perché un’esenzione limitata ai calabresi meno abbienti era stata liquidata come una pagliacciata a Catanzaro?
La risposta potrebbe risiedere nella contabilità politica. Oggi la stessa idea viene considerata sostenibile, purché applicata su scala nazionale e accompagnata dalle necessarie coperture. Eliminare il bollo auto costa circa 6,5 miliardi di euro, ma Occhiuto sostiene che i soldi si trovano.
Il karma politico: quando la palla gira
Il candidato sconfitto, deriso come un Cetto La Qualunque qualsiasi, aveva ragione nel merito. Il vincitore che la perculava dal palco, oggi ne rilancia il principio e ne rivendica la validità politica. Può capitare in politica, più spesso di quanto si creda. Si chiama karma.
Resta però un credito, difficile da ignorare: la proposta che otto mesi fa suscitava risate oggi viene ripresentata come una misura da rilanciare a livello nazionale, magari come grimaldello del centrodestra alle prossime politiche. Ed è forse proprio questa la rivincita più evidente.
La storia del bollo auto in Calabria è un esempio di come la politica possa cambiare idea, e di come le proposte, anche quelle inizialmente derise, possano diventare misure serie. Una storia che merita di essere raccontata, per capire come le idee politiche possano evolvere nel tempo.


