27 Settembre 2026 🌤 24°

Da Soveria Mannelli a Lourdes: il viaggio di fede e solidarietà del Treno Bianco

Alle prime luci dell'alba dell'11 giugno, il Treno Bianco Unitalsi parte da Soveria Mannelli verso Lourdes, portando con sé preghiere e speranza per i più fragili.

Da Soveria Mannelli a Lourdes: il viaggio di fede e solidarietà del Treno Bianco

Alle prime luci dell’alba dell’11 giugno, mentre Soveria Mannelli dorme ancora, una parte del Reventino si sveglia. Con zaini in spalla e tesserini al collo, un gruppo di pellegrini si prepara a intraprendere un viaggio di fede e solidarietà. La loro destinazione è Lourdesun luogo di speranza e guarigione. Il ritorno è previsto per il 18 giugno.

Il mezzo scelto per questo viaggio è il Treno Bianco Unitalsiuna lunga preghiera su rotaia che percorre oltre 2.000 km. Il treno taglia l’Italia, valica Ventimiglia e risale fino ai Pireneilà dove la Francia bacia la Spagna.

Un viaggio di fede e solidarietà

Nei corridoi del treno scorrono barelle e carrozzine, mentre dame e barellieri avanzano con passo instancabile. Dietro di loro, volti segnati dalla malattia che sorprendono tutti con i loro sorrisi. “È Maria che ci porta”, dicono sottovoce, con la certezza di chi sa di essere custodito.

A guidare il gruppo c’è il coordinatore Francesco Bonaddiotessitore di questo pellegrinaggio. Al suo fianco, i fratelli disabiliil cuore pulsante della comitiva. E due dame, Mirella Rotella e Maria Filicetti. Per Maria, questo è l’anno del sìproprio a Lourdes pronuncerà il suo “Eccomi” e giurerà fedeltà alla Madonna, entrando a pieno titolo nel servizio dell’Unitalsi.

Un’intenzione speciale per i più fragili

Quest’anno, il viaggio è dedicato ai bambini che stanno combattendo contro il tumore, in particolare a Pierluigiil cui nome viene ripetuto nelle Ave Maria del gruppo. L’intenzione si allarga anche agli anziani del territorio e a tutte quelle fragilità che spesso restano in silenzio ma che a Lourdes trovano voce.

Il Treno Bianco non è solo un mezzo di trasporto. È un pezzo di comunità che si muove insieme, è solidarietà che diventa gesto, è preghiera che prende forma nei piccoli atti: una coperta sistemata, una mano stretta, un caffè portato a chi non può alzarsi.

Il Reventino parte ancora una volta con il cuore davanti. E torna, si spera, con la pace di Lourdes dentro.

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