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Coldiretti Calabria protesta a Cosenza: prezzi al minimo per olio e grano

Oggi, a Cosenza, gli agricoltori della Coldiretti Calabria hanno organizzato un sit-in davanti alla Prefettura per protestare contro le speculazioni su olio e grano.

Coldiretti Calabria protesta a Cosenza: prezzi al minimo per olio e grano

Oggi, a Cosenza, gli agricoltori della Coldiretti Calabria hanno organizzato un sit-in davanti alla Prefetturanell’ambito di una mobilitazione nazionale. La protesta mira a denunciare le speculazioni che stanno colpendo due pilastri dell’agroalimentare italiano: l’olio extravergine d’oliva e il grano.

La mobilitazione, che ha coinvolto tredici capoluoghi italiani, è stata organizzata per chiedere un intervento immediato contro le pratiche sleali che stanno mettendo a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole. Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha dichiarato: “Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran.”

Olio extravergine d’oliva: un settore in crisi

L’olio extravergine d’oliva è uno dei settori più colpiti. Nell’ultimo anno, il prezzo del prodotto ha subito un calo del 50%, mentre i costi di produzione a carico delle aziende nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro. Secondo le rilevazioni del Centro studi Divulgala produzione nazionale si attesta a circa 234 milioni di litri, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri.

In Calabria, con 180.000 ettari olivetati e una ricca presenza di cultivar autoctone, la produzione per la campagna 2026/2026 si è attestata poco al di sotto delle 40.000 tonnellate. Tuttavia, i conti non tornano: c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori, nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale.

Le richieste di Coldiretti per l’olio extravergine

Coldiretti ha consegnato un documento ai prefetti con diverse richieste per tutelare il settore. Tra queste, l’intensificazione delle ispezioni attraverso l’uso di tecnologie innovative come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, per identificare la reale provenienza dei prodotti. Inoltre, l’organizzazione chiede l’applicazione rigorosa della legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto i costi di produzione.

Altre richieste includono il divieto di miscelazione tra olio extravergine e sottoprodotti trattati termicamente, l’introduzione della fatturazione obbligatoria delle olive per garantire la tracciabilità, la sospensione dell’importazione a dazio zero dalla Tunisia e il blocco del meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero.

Grano duro: prezzi minimi e rischi per la salute

La situazione è complessa anche sul fronte del grano duro. Con l’avvio della campagna di raccolta, sono in atto tentativi di acquisto del grano duro alla cifra di 19 centesimi al chilo, una quotazione considerata insufficiente a coprire le spese e lesiva del lavoro dei cerealicoltori.

Coldiretti denuncia anche il rischio di triangolazioni finalizzate a far passare come italiano il grano importato dall’estero, unitamente al continuo arrivo di navi cariche di grano trattato con glifosato, una sostanza chimica vietata in Europa per le operazioni di essiccazione pre-raccolta.

Le richieste di Coldiretti per il grano duro

Per salvaguardare la filiera cerealicola, Coldiretti richiede controlli a tappeto sull’origine sfruttando gli strumenti della Legge Caselli contro l’agropirateria e l’applicazione del principio di reciprocità nei contratti commerciali internazionali. Viene inoltre chiesta l’esclusione dalla Commissione Unica Nazionale (Cun) Grano dei commissari in conflitto di interessi e l’erogazione immediata di 40 milioni di euro per ridurre i costi di produzione dei coltivatori inseriti nei contratti di filiera.

La protesta degli agricoltori della Coldiretti Calabria è un segnale forte contro le speculazioni e le pratiche sleali che stanno mettendo in ginocchio il settore agroalimentare. Le richieste avanzate mirano a garantire trasparenza e giustizia per i produttori italiani, tutelando al contempo la salute dei consumatori.

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