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Spettacolo a Catanzaro: teatro, inclusione e salute mentale in scena

Lo spettacolo prodotto dall'associazione AVE AMA conclude il ciclo teatrale 2026/2026 e mette al centro temi come isolamento, ansia e integrazione sociale

Spettacolo a Catanzaro: teatro, inclusione e salute mentale in scena

Il teatro diventa qui una lente per guardare alle relazioni familiari: Wi-Fi di Famiglia: il segnale viene e va è lo spettacolo che chiude il primo ciclo del Laboratorio Teatrale 2026/2026 promosso da AVE AMA – Associazione Volontari per la salute mentale di Catanzaro. Con un linguaggio scenico pensato per restituire emozioni e dialogo, la rappresentazione esplora il rapporto tra genitori e figli quando emergono fragilità affettive e difficoltà relazionali, trasformando il palco in uno spazio di ascolto collettivo e confronto.

Il comunicato ufficiale, firmato da Giovanni Cirillo, presidente di AVE AMA, sottolinea come l’iniziativa non voglia essere solo un evento culturale ma un vero e proprio percorso di comunità: attraverso la pratica teatrale partecipanti e pubblico sono invitati a riconoscere e raccontare esperienze spesso relegate alla sfera privata, in un’ottica di umanizzazione della cura e partecipazione.

Un progetto nato dal laboratorio e dalla rete

Lo spettacolo è parte del progetto Fiori nel Deserto, giunto alla sua quinta edizione e pensato come strumento di riabilitazione e crescita personale. Il percorso ha beneficiato della regia di Egidio Gemelli e della collaborazione della compagnia ANTROPHINO, riuscendo a costruire uno spazio condiviso in cui decine di partecipanti, operatori e professionisti si sono messi in gioco. Il progetto si ispira alla Legge Basaglia e alla filosofia dell’integrazione sociale, con l’obiettivo di rendere la salute mentale parte integrante del tessuto culturale locale.

Una rete che integra sanità, formazione e cultura

Nel corso degli anni il laboratorio ha tessuto una rete che comprende percorsi sanitari, educativi e culturali: un modello in cui il teatro funge da ponte tra professioni diverse e cittadini. Questa dinamica sostiene un’idea di cura comunitaria, dove la dimensione artistica non è accessoria ma costituisce un metodo per rafforzare l’autostima, il riconoscimento reciproco e la partecipazione attiva.

Il valore terapeutico del teatro

Le arti performative sono sempre più considerate risorsa anche in ambito terapeutico e socio-educativo: l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce come il teatro favorisca l’espressione emotiva, riduca lo stigma associato al disagio psichico e potenzi l’autoefficacia degli individui. Nel laboratorio i partecipanti imparano a convertire il proprio vissuto in materiale scenico, sperimentando un processo di condivisione che restituisce senso e fiducia.

Dal vissuto personale allo spazio collettivo

Attraverso esercizi, improvvisazioni e scrittura scenica i protagonisti del laboratorio trasformano esperienze difficili in narrazioni pubbliche: questo passaggio è fondamentale perché permette di costruire relazioni autentiche e di restituire dignità a chi vive in contesti di fragilità. Il teatro, in questo senso, diventa una metodologia riabilitativa e sociale, in grado di generare dialogo e partecipazione.

Temi affrontati e impatto sul territorio

Al centro della messa in scena ci sono questioni oggi sempre più diffuse: isolamento relazionale, ansia, difficoltà comunicative e disagio emotivo all’interno delle famiglie, fenomeni che colpiscono in modo significativo giovani e donne. Il comunicato richiama anche dati e osservazioni sul legame tra precarietà economica e salute mentale, citando il rapporto Caritas che mette in relazione povertà e fragilità psichica. Per molte persone il disagio resta invisibile o viene scambiato per semplice riservatezza, rendendo difficile l’accesso a reti di supporto.

La realtà locale sotto i riflettori

Come evidenziato da Giovanni Cirillo, «la nostra città sconta un impatto drammatico legato alle problematiche di salute mentale che interessano ampie fasce della popolazione»: questa affermazione rimette al centro la necessità di interventi culturali e sociali che sappiano coinvolgere la collettività. Lo spettacolo vuole proprio stimolare una riflessione pubblica, portando nella piazza culturale questioni spesso confinate tra le mura domestiche.

Prospettive e valore sociale dell’iniziativa

Oltre alla rappresentazione scenica, Wi-Fi di Famiglia rappresenta l’esito di un percorso laboratoriale fondato sulla partecipazione e sulla condivisione: il tentativo è di trasformare il disagio in risorsa per la comunità, offrendo strumenti di ascolto e di relazione. Le edizioni precedenti del progetto hanno ottenuto attenzione locale pur contando esclusivamente sull’impegno dei cittadini e sulla rete di volontariato dell’associazione, confermando la forza del coinvolgimento dal basso.

In conclusione, l’evento promosso da AVE AMA non è soltanto uno spettacolo ma una proposta di trasformazione sociale: l’arte diventa uno spazio di incontro capace di abbattere tabù, restituire voce e speranza e promuovere una cultura della cura inclusiva sul territorio.

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