Il 22 maggio 2026 il Tribunale di Castrovillari ha depositato la sentenza di primo grado sul drammatico episodio avvenuto alle Gole del Raganello il 20 agosto 2018. In quel giorno una piena improvvisa travolse escursionisti e guide, causando la morte di dieci persone e numerosi feriti; decine di soccorsi sono intervenuti per salvare chi si trovava nel canyon. Questa pronuncia chiude il primo capitolo giudiziario, ma apre scenari di dibattito tecnico e istituzionale che accompagnano la comunità coinvolta.
La vicenda conserva un forte impatto emotivo sulla popolazione e sulle famiglie delle vittime. La riserva naturale nel Parco Nazionale del Pollino resta sotto sequestro e il processo ha sollevato questioni su allertamento meteorologico, gestione delle escursioni e ruoli amministrativi. Nel pronunciamento dei giudici si riflettono diversi elementi di prova, testimonianze e perizie che hanno portato a condanne, assoluzioni e ad alcune esclusioni di contestazioni procedurali.
Le condanne e le assoluzioni
Il collegio ha inflitto a Alessandro Tocci, sindaco di Civita all’epoca dei fatti, una pena di quattro anni e un mese; a Giovanni Vangieri sono stati comminati tre anni e cinque mesi. Altri imputati sono stati assolti per alcune delle contestazioni, mentre per talune posizioni il tribunale ha deciso il non doversi procedere per questioni procedurali relative alla tardività della querela. La sentenza contempla inoltre il riconoscimento di responsabilità civile nei confronti delle parti civili costituite, con oneri per il risarcimento e il pagamento delle spese processuali.
Aspetti procedurali e richieste dell’accusa
Nel corso dell’istruttoria il pubblico ministero aveva invocato pene più severe, richiedendo anni di reclusione per alcuni imputati e sostenendo omissioni nell’organizzazione della sicurezza e nella gestione dell’accesso alle gole. La Procura aveva, fin dall’immediato, disposto il sequestro delle aree coinvolte, citando rischi per l’incolumità pubblica. Il dibattimento ha poi visto un confronto serrato tra le tesi accusatorie e le difese, con la decisione dei giudici che segna la chiusura del primo grado e lascia aperte le possibilità d’appello.
Il contrasto tecnico sulle cause dell’evento
Al centro del contendere è emersa una forte divergenza tra le perizie: i consulenti della Procura attribuivano all’evento un tempo di ritorno breve, compatibile con una prevedibilità tecnica, mentre i periti della difesa hanno parlato di un fenomeno eccezionale, con intervalli di ritorno molto più lunghi. Testimonianze di esperti, tra cui figure di rilievo nel sistema di protezione civile, hanno qualificato la piena come un evento eccezionale e difficilmente prevedibile con gli strumenti ordinari a disposizione dei piccoli comuni montani.
Il concetto di ‘flash flood’ e la prevedibilità
Nel dibattito tecnico si è riproposto il concetto di flash flood, ovvero una piena lampo generata da precipitazioni concentrate a monte e velocissimo innalzamento del livello d’acqua. Per i difensori questo profilo implicava una concreta impossibilità di prevedere e controllare l’evento con le pratiche amministrative e operative correnti; per l’accusa, invece, alcune omissioni avrebbero contribuito ad aumentare il rischio per chi si trovava nel canyon. La contrapposizione ha pesato molto nella valutazione complessiva del tribunale.
Le reazioni e i possibili sviluppi
Il sindaco Tocci ha accolto la decisione del giudice dichiarando di rispettare l’istituzione, ma dal suo punto di vista ha definito la sentenza ingiusta e destinata a essere impugnata. Ha sottolineato lo stato d’animo della comunità e la sensazione di essere esposti a responsabilità complesse per eventi che, a suo dire, avevano carattere di imprevedibilità. Le difese hanno infatti annunciato l’intenzione di proseguire il percorso giudiziario in sede d’appello e, se necessario, in Cassazione.
Impatto sulla comunità e riflessioni future
Al di là dell’iter processuale, rimangono questioni pratiche: la gestione della fruizione turistica delle gole, i meccanismi di allerta territoriale e il supporto tecnico-scientifico per i piccoli enti locali. Le famiglie delle vittime e le amministrazioni locali attendono risposte che coniughino giustizia e prevenzione. Questo esito giudiziario chiude un capitolo ma non spegne il confronto pubblico su responsabilità, prevenzione e tutela del territorio.



