Il 04 Giugno 2026, all’interno del Palazzo Comunale di lamezia terme, è scoppiata una rissa negli uffici dei Servizi sociali che ha coinvolto più familiari riuniti per una controversia sull’affidamento di un minore. La situazione, nata da una discussione tra parenti, ha avuto un rapido sviluppo tali da provocare danni materiali e conseguenze fisiche per alcuni presenti.
Come è degenerata la lite
Secondo le informazioni raccolte, la scintilla è stata una discussione tra il padre del minore e la madre durante un colloquio con gli operatori comunali. Al conflitto verbale si sono aggiunti altri parenti di entrambi i lati, determinando una colluttazione che ha coinvolto più persone. Nel corso dell’alterco sono stati danneggiati scrivanie, computer e altro materiale d’ufficio, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per ripristinare l’ordine.
Intervento sul posto e primi soccorsi
Alla scena sono intervenuti la Polizia locale e i Carabinieri, chiamati per arginare la disputa e identificare i protagonisti dell’episodio. Alcuni dei partecipanti sono stati trattenuti e accompagnati al Comando della Polizia Locale per essere ascoltati. Nel frattempo il personale sanitario ha prestato le prime cure: cinque persone sono state refertate come contuse, con due di loro trasportate al Pronto soccorso per accertamenti.
Chi sono i coinvolti e le conseguenze fisiche
Tra i feriti figura anche un cittadino di nazionalità marocchina che, intervenuto nel tentativo di sedare la zuffa e proteggere le dipendenti comunali, ha riportato una contusione a un braccio ed è stato portato al Pronto soccorso per le cure del caso. Le autorità hanno riferito che, oltre alle persone medicati, ci sono state lesioni minori tra i presenti, per un totale di cinque contusi complessivi; due di questi sono stati trasferiti in ospedale, mentre altri tre sono stati condotti al comando per gli accertamenti.
Impatto sugli uffici e reazioni del personale
Il personale dei Servizi sociali ha denunciato lo stato di shock e lo sconforto per l’accaduto, riportando danni a postazioni di lavoro e materiali necessari per le pratiche quotidiane. In diversi resoconti è emersa la preoccupazione degli operatori, che avevano in precedenza segnalato la necessità di misure di sicurezza all’ingresso dell’ufficio, come la presenza di agenti della Polizia locale o di personale di sicurezza privata, per gestire situazioni potenzialmente tese.
Indagini e procedimenti in corso
Le indagini, coordinate dalle forze dell’ordine presenti, sono volte a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a chiarire ruoli e responsabilità. Alcune persone sono state trattenute per accertamenti presso gli uffici della Polizia locale, mentre i Carabinieri della Compagnia di Lamezia stanno acquisendo testimonianze e referti medici. Saranno esaminate anche le riprese e le eventuali registrazioni che possano contribuire a definire l’esatta successione degli eventi.
Aspetti legali e amministrativi
Da un punto di vista amministrativo, l’accaduto potrebbe avere conseguenze sia per le famiglie coinvolte che per il funzionamento interno degli uffici comunali. Le pratiche relative all’affidamento del minore rimangono al centro della controversia e saranno gestite dagli operatori competenti una volta ristabilita la normalità. Eventuali provvedimenti disciplinari o misure di tutela per il personale potrebbero essere valutati dall’amministrazione comunale competente.
Bilancio e possibili misure preventive
Il bilancio immediato dell’episodio registra danni materiali, cinque persone contuse e alcuni fermati, oltre al disagio per il personale coinvolto. La vicenda sottolinea l’importanza di misure preventive negli spazi pubblici dove si trattano questioni sensibili come l’affidamento di minori: la presenza di personale di vigilanza, percorsi di accesso regolamentati e protocolli di emergenza possono ridurre il rischio di escalation in situazioni analoghe.
Prossimi passi
Le autorità competenti proseguiranno gli accertamenti sulle responsabilità e sulle modalità dell’azione. Il Comune di Lamezia Terme, insieme alle forze di polizia, valuterà le azioni necessarie per garantire la sicurezza degli operatori e degli utenti che si rivolgono ai Servizi sociali. La vicenda è stata seguita anche dai cronisti locali, tra cui Maurizio De Fazio, che hanno riportato gli sviluppi direttamente dal luogo degli eventi.
Resta ora da chiarire definitivamente la catena degli eventi e le eventuali contestazioni a carico dei fermati, mentre il lavoro degli operatori sociali proseguirà per tutelare il minore al centro della controversia e per ristabilire la normale attività dell’ufficio.


