Il Comune di lamezia terme, nel tentativo di definire un Piano di riequilibrio finanziario, ha optato per l’intervento di uno studio privato con sede a Reggio Calabria. La scelta ha immediatamente suscitato discussioni tra le forze civiche, soprattutto perché il progetto prevede un investimento di 14.000 euro per una consulenza che, secondo alcuni, poteva essere ottenuta gratuitamente da altre strutture istituzionali. Il provvedimento è stato annunciato in un periodo di particolare pressione finanziaria, con i 90 giorni previsti per la stesura del documento che stanno rapidamente per scadere.
Affidamento a studio privato di Reggio Calabria
Il responsabile di Progetto Civico Italia Lamezia Vincenzo Cristiano, ha definito la decisione una “scelta che solleva dubbi”, evidenziando come l’assessore al Bilancio, noto per la sua comprovata preparazione accademica, avrebbe potuto guidare internamente la redazione del piano. Il ricorso a un consulente esterno, nonostante la disponibilità di competenze interne, è stato giustificato con la necessità di supporto tecnico specifico, ma la spesa di 14.000 euro è stata subito messa in discussione da chi ritiene che si tratti di un proibitivo spreco di risorse pubbliche.
IFEL, il braccio operativo istituzionale per i comuni
L’IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’ANCI) è il soggetto che, in Italia, fornisce assistenza contabile e di bilancio a tutti i Comuni, operando in stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno e il MEF. Come sottolineato dai critici della decisione, l’IFEL non è un semplice studio privato: è il “braccio operativo istituzionale” a disposizione delle amministrazioni locali, capace di offrire pareri super partes senza alcun onere economico per il bilancio comunale.
Servizi gratuiti e multilaterali dell’IFEL
Le competenze messe a disposizione dall’IFEL includono l’analisi patrimoniale, la programmazione finanziaria e la redazione di Piani di riequilibrio secondo le linee guida nazionali. Questi servizi sono erogati gratuitamente grazie a canali istituzionali già attivi, e rappresentano una risorsa preziosa per i comuni che devono rispettare rigorosi criteri di trasparenza e di contenimento della spesa pubblica. Ignorare tale possibilità, soprattutto in un momento in cui la città è chiamata a fare sacrifici, è stato definito da Cristiano come un “ errore di rotta ”.
Costi, scadenze e criticità dei 90 giorni
Con una scadenza di 90 giorni per la redazione del Piano, il Comune si trova di fronte a una doppia pressione: completare il lavoro entro il termine previsto e, al contempo, giustificare la spesa di 14.000 euro per una consulenza esterna. Secondo Vincenzo Cristiano, “il rigore e il rispetto del denaro pubblico non si predicano nei comunicati: si dimostrano nelle scelte quotidiane”. Il gruppo civico ha promesso di vigilare “atto per atto, euro per euro”, per evitare ulteriori sprechi e garantire che la procedura rispetti i principi di trasparenza e di efficacia richiesti dalla normativa nazionale.



