Il prossimo pomeriggio, alle 17.30, il Chiostro di San Domenico di Lamezia Terme ospiterà un incontro dedicato al ricordo di Roberto Spadea archeologo di spicco e primo direttore del Museo Archeologico Lametino. L’evento, promosso dall’Associazione Archeologica Lametina, segna il primo anniversario della sua scomparsa avvenuta il 26 giugno 2025. La manifestazione vuole valorizzare il suo contributo alla ricerca e alla divulgazione archeologica nel territorio calabrese.
Programma del convegno e relatori in evidenza
Il dibattito sarà moderato da Claudio Cavaliere e vedrà la partecipazione di numerosi esperti: Rocco PurriSimona BruniAlfredo RugaAgnese RacheliMaria Teresa IannelliAnna RotellaLucio LeoneDoris Lo Moro e Gianni Speranza. Ogni intervento avrà lo scopo di approfondire aspetti specifici della carriera di Spadea, dalle campagne di scavo alle attività di restituzione museale, favorendo un dialogo tra generazioni di ricercatori.
Dettagli sui contributi dei relatori
Tra i temi trattati, Rocco Purri parlerà delle ricerche a Pian delle Vigne nel territorio di Falerna, mentre Simona Bruni illustrerà le indagini al santuario di Hera Lacinia di Capo Colonna. Alfredo Ruga approcherà le scoperte nella zona dell’ex città magnogreca di Terina e Agnese Racheli discuterà il ruolo del Castello Normanno-Svevo di Lamezia Terme nella stratigrafia archeologica locale.
Il percorso scientifico di Roberto Spadea
Roberto Spadea, nato nel 1947, ha guidato le prime campagne di scavo che hanno permesso l’apertura, nel 1997, del Museo Archeologico Lametino ente culturale appartenente alla Direzione regionale musei nazionali Calabria. Prima di questo impegno, ha diretto il laboratorio di Restauro del Museo Nazionale di Reggio Calabria dal 1982 al 2005, affinando tecniche di conservazione di reperti di difficile conservazione.
Il suo profilo accademico è stato arricchito da conferenze tenute presso le università di Roma (Sapienza, Tor Vergata)MilanoFirenzeNapoli e istituzioni internazionali come Université de Paris 1 – Panthéon-SorbonneUniversità di Zurigo la Scuola archeologica italiana di Atene e gli Istituti italiani di cultura di Atene e Salonicco. Queste esperienze hanno consolidato la sua fama di ponte tra la ricerca locale e gli scenari scientifici europei.
Il convegno di domani rappresenta L’invito è rivolto a studiosi, studenti e a tutti gli interessati a comprendere come il lavoro di Spadea abbia plasmato il panorama culturale della regione, promuovendo la conoscenza del passato attraverso metodologie rigorose e una divulgazione accessibile.



