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Rendiconto 2026: il disavanzo sale a 50 milioni di euro

Il rendiconto 2026 evidenzia un aumento del disavanzo a 50 milioni di euro. La giunta Murone ha deliberato nuove misure per affrontare la situazione finanziaria.

Rendiconto 2026: il disavanzo sale a 50 milioni di euro

Il rendiconto 2026 è in procinto di essere presentato in aula, con una data possibile fissata per martedì 21 luglio. La giunta Murone ha già deliberato un aumento del disavanzo da ripianare che sale a 50.077.450,19 euro includendo anche debiti idrici e rifiuti del decennio precedente.

Questa decisione apre la strada a un nuovo piano di riequilibrio finanziario senza replicare alle osservazioni della Corte dei Conti. Il consiglio comunale dovrà deliberare entro 90 giorni dalla data di esecutività della deliberazione di giunta, quindi entro metà ottobre.

Le componenti del disavanzo

Il disavanzo è composto principalmente da accantonamenti e non da debiti, sebbene alcuni consiglieri continuino a confondere i due aspetti. Le principali voci di spesa includono:

  • Fondo crediti di dubbia esigibilità 47.324.517,68 euro
  • Fondo accantonamento debito idropotabile 7.083.073,55 euro
  • Fondo accantonamento servizio RSU 4.596.409,54 euro
  • Fondo contenzioso 8.553.757,36 euro

Questi accantonamenti rappresentano una parte significativa del disavanzo, che è passato da 42.056.903,15 a 50.077.450,19 euro.

Il piano di riequilibrio finanziario

Il consiglio comunale dovrà approvare un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, corredato del parere dell’organo di revisione economico-finanziario. La durata del piano sarà compresa fra 4 e 20 anni, compreso quello in corso.

Il piano dovrà basarsi sul rapporto passività da ripianare/totale impegni del titolo I della spesa del rendiconto dell’anno precedente. Dovrà includere:

  • Le eventuali misure correttive adottate dall’Ente locale in considerazione dei comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria
  • La ricognizione e quantificazione dei fattori di squilibrio rilevati
  • L’individuazione, quantificazione e previsione temporale di effettivo realizzo di tutte le misure necessarie per ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio
  • L’indicazione, per ciascuno degli anni del piano di riequilibrio, della percentuale di ripiano del disavanzo di amministrazione da assicurare e degli importi previsti o da prevedere nei bilanci annuali e pluriennali per il finanziamento dei debiti fuori bilancio e delle passività

Questo piano richiederà un impegno significativo per ripristinare l’equilibrio finanziario, con possibili limitazioni alle assunzioni e alla revisione delle spese.

Le implicazioni per la gestione finanziaria

Con l’approvazione del piano di riequilibrio, si tornerà a una gestione con più vincoli, simile a quella del periodo dal 2014 al 2026. Questo includerà una percentuale del 36% dei servizi a domanda individuale a gravare direttamente sui pagamenti degli utenti interessati, la non possibilità di rivedere al ribasso le aliquote, nuove assunzioni limitate e possibili solo dopo approvazione della commissione ministeriale, e una revisione delle spese.

Queste misure sono necessarie per affrontare le condizioni di squilibrio rilevate e per assicurare un ripiano integrale del disavanzo di amministrazione accertato.

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