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Premio Ceravolo a Catanzaro: Baldini e Abete sul rilancio del calcio giovanile italiano

Silvio Baldini, commissario tecnico dell'Italia Under 21, è stato premiato a Catanzaro per il suo impegno nel valorizzare i giovani talenti del calcio italiano

Premio Ceravolo a Catanzaro: Baldini e Abete sul rilancio del calcio giovanile italiano

Il calcio italiano ha bisogno di una svolta generazionale. Questo è il messaggio forte emerso durante la XIII edizione del Premio Ceravolo, tenutosi a Catanzaro nella sede del Comitato Regionale Calabria della LND. L’evento, ideato dal giornalista Maurizio Insardà, ha visto come protagonista assoluto Silvio Baldini, commissario tecnico della Nazionale Under 21, premiato per il suo impegno nel valorizzare i giovani talenti.

La serata ha rappresentato un momento di riflessione sul futuro del calcio italiano, con un focus particolare sull’importanza di investire nei giovani. Baldini, nel suo intervento, ha sottolineato come la passione e la fame sportiva siano elementi fondamentali per raggiungere traguardi importanti. “Le persone che ci mettono la passione riescono a ottenere grandi risultati”, ha dichiarato il tecnico, ringraziando gli organizzatori e il Comitato Regionale per l’evento.

Baldini: “Il futuro del calcio italiano è nei giovani”

Baldini ha parlato anche del ricambio generazionale nella Nazionale Maggiore, sottolineando l’importanza di dare spazio alle nuove leve. “È normale che se tu punti sui giovani hai una risposta migliore rispetto a quella che ti possono dare i giocatori già attempati”, ha affermato il commissario tecnico. “Chi è giovane ha la speranza, la fiducia, ha dei sogni, ha voglia di arrivare. E soprattutto è invaso dalla passione.”

Il tecnico ha anche espresso il suo apprezzamento per il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale Maggiore, definendolo “uno dei più bravi” e sottolineando la sua conoscenza dell’ambiente e i suoi successi passati.

Abete: “Serve un investimento concreto nei giovani”

Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha ricevuto un riconoscimento speciale durante la serata. Abete ha fotografato il calo di impiego dei calciatori italiani nella massima serie, evidenziando come nel 2006, anno del Mondiale vinto dall’Italia, i giocatori italiani coprivano circa il 70% dei minuti giocati in Serie A, mentre oggi questa percentuale è scesa intorno al 30%. “C’è un utilizzo limitato di giocatori italiani e a maggior ragione di giovani”, ha dichiarato Abete.

Il presidente della LND ha anche parlato delle difficoltà legate alla legislazione comunitaria, che non permette l’introduzione di tetti o vincoli per limitare l’afflusso di atleti esteri. “Ci vuole un gentleman agreement una capacità da parte delle società di capire che bisogna investire in giocatori italiani e in giovani selezionabili”, ha affermato Abete, proponendo incentivazioni per le società che utilizzano maggiormente i giovani.

Abete ha portato come esempio virtuoso il Catanzaro, guidato dal presidente Floriano Noto, sottolineando anche il lavoro di scouting svolto sul territorio. “Bisogna creare continuità”, ha dichiarato, riferendosi al percorso dei giovani talenti che spesso si interrompe verso i vent’anni.

Il ruolo del Premio Ceravolo nel calcio italiano

La presenza di Italo Cucci, storico giornalista e saggista, ha arricchito il valore culturale della manifestazione. Cucci ha offerto spunti di riflessione lucidi e appassionati sullo stato attuale del calcio, sulla memoria storica del movimento e sul legame indissolubile tra racconto sportivo e valori umani.

Il Premio Ceravolo, nato da un’intuizione di Maurizio Insardà, ha trasformato la struttura sportiva di Catanzaro nel centro nevralgico del dibattito sul futuro del calcio italiano. L’evento ha messo al centro della riflessione la valorizzazione dei giovani e la necessità di un cambio di rotta culturale per rilanciare le selezioni azzurre.

Le dichiarazioni emerse durante la serata tracciano una rotta ben precisa per gli anni a venire, augurandosi che il futuro del calcio italiano punti a un netto e coraggioso investimento sulle risorse umane del nostro territorio. Se da un lato l’esperienza di Silvio Baldini dimostra che i giovani possiedono la fame, l’entusiasmo e le qualità tecniche per competere ai massimi livelli quando gli viene concessa fiducia, dall’altro l’analisi rigorosa di Giancarlo Abete definisce il metodo operativo per trasformare queste potenzialità in un sistema sostenibile.

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