Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha presentato alla stampa il bilancio di fine mandato che mette a confronto i dati della provincia e alcune azioni amministrative svolte negli ultimi mesi. Il documento evidenzia una riduzione complessiva dei reati rispetto ai periodi precedenti e illustra le misure adottate dalla Prefettura per rafforzare la prevenzione, la deterrenza e gli interventi di legalità sul territorio. Nel corso dell’incontro De Rosa ha anche espresso un monito sui rischi connessi all’arrivo di risorse ingenti per infrastrutture, sottolineando la necessità di controlli stringenti per evitare infiltrazioni criminali.
Dati e tendenze della criminalità
Dal raffronto dei dati rilevati fino a maggio 2026 rispetto all’anno precedente emerge un calo dei delitti del 10% in provincia di Catanzaro. In termini assoluti i numeri passano da 12.109 a 10.950 casi, con diminuzioni significative in diverse tipologie di reato: le estorsioni segnano un decremento del 41% e i reati legati agli stupefacenti registrano un -25%. Anche i furti di auto, i furti in abitazione, i furti in generale, le minacce e i delitti informatici risultano in diminuzione. Secondo il prefetto, parte della riduzione delle denunce per estorsione può essere spiegata con una ritrosia a denunciare da parte delle vittime, fattore che rende la lettura statistica parziale e da interpretare con cautela.
Interpretazione e prevenzione
De Rosa ha invitato a considerare i numeri nel contesto di un rafforzamento delle attività di prevenzione messe in campo dalla Prefettura e dalle forze dell’ordine. I comitati per l’ordine e la sicurezza sono stati organizzati anche in forma itinerante, per avvicinare l’istituzione ai cittadini dei piccoli comuni e aumentare la percezione della presenza dello Stato. Questo approccio, unito a interventi investigativi e amministrativi, ha contribuito a consolidare i segnali positivi, pur riconoscendo che alcuni fenomeni restano difficilmente rilevabili esclusivamente attraverso le denunce formali.
Provvedimenti antimafia e gestione dei comuni
Nel periodo che va da dicembre 2026 al 31 maggio 2026 la Prefettura ha adottato 15 interdittive antimafia, 27 provvedimenti liberatori e 4 provvedimenti di prevenzione collaborativa. Sei sono stati i comuni sciolti per ragioni ordinarie o in seguito ad accertate infiltrazioni mafiose, e tre di questi sono tornati al voto nelle ultime consultazioni amministrative. Queste misure rappresentano l’asse amministrativo con cui la Prefettura prova a spezzare i legami tra potere pubblico e organizzazioni criminali, tutelando la legalità nelle istituzioni locali e nei cantieri pubblici.
Risarcimenti e tutele alle vittime
Tra le pratiche di supporto alle vittime, il bilancio mostra numeri sulle somme liquidate: una denuncia per usura ha portato a un risarcimento di 22.596 euro, otto denunce per estorsione hanno comportato 637.979 euro, otto per reati di tipo mafioso 597.458 euro, 27 per vittime del dovere 33.156 euro e dieci casi connessi a reati intenzionali violenti e orfani per 292.937 euro. Questi importi riflettono l’attività di tutela economica oltre che giudiziaria, un tassello essenziale per il recupero delle vittime e la riparazione dei danni subiti.
Il caso Scordovillo e le opere future
Un punto dolente del mandato riguarda lo smantellamento dell’accampamento rom di Scordovillo a Lamezia Terme: l’operazione non si è ancora conclusa a causa di ritardi nell’individuazione e nell’assegnazione degli alloggi Aterp destinati alle circa 90 famiglie coinvolte, per un totale stimato in circa 500 persone. Per queste azioni erano stati stanziati fondi per un milione di euro, con ulteriori residui pari a due milioni per completare le operazioni. Secondo la Prefettura, lo sgombero delle ultime famiglie dovrebbe avvenire tra luglio e agosto e l’area sarà destinata a diventare un parco a servizio del vicino ospedale.
Allerta sui fondi infrastrutturali
De Rosa ha infine richiamato l’attenzione sull’imminente arrivo di ingenti risorse destinate alle infrastrutture: quasi 5 miliardi di euro per il completamento della strada statale 106, della trasversale delle Serre e per investimenti legati alle Ferrovie dello Stato. Il prefetto ha ammonito sul fatto che l’afflusso di tali finanziamenti può attivare gli appetiti della criminalità organizzata, richiedendo protocolli di legalità, controlli puntuali e una cooperazione stretta tra istituzioni per tutelare i cantieri e gli appalti pubblici.
Con un commosso saluto alla città, De Rosa ha manifestato gratitudine per l’accoglienza ricevuta: «Io ho dato un pezzo del mio cuore, mi è stato restituito il centuplo», ha detto, ricordando la vicinanza dei cittadini e sottolineando come la relazione tra istituzione e comunità sia stata uno degli elementi più significativi del suo mandato.



