Nel primo semestre del 2026, la Calabria ha fatto registrare un tasso di rispetto dei tempi massimi di garanzia per le prime visite specialistiche pari all’86,6% posizionandosi al sesto posto tra le regioni italiane. Questo dato, seppur in calo rispetto al 90,7% dello stesso periodo del 2026, colloca la regione dopo il Molise (88,8%) e prima della Campania (84,5%).
Per quanto riguarda gli esami diagnostici la Calabria si posiziona all’undicesimo posto con un tasso dell’84,7% in calo rispetto all’88% del primo semestre 2026. Questi dati emergono dal Bollettino sull’andamento delle liste di attesa realizzato da Agenas, che evidenzia una marcata variabilità tra le regioni nell’attribuzione delle classi di priorità in fase di prescrizione.
Le disparità regionali nell’attribuzione delle priorità
Agenas sottolinea che l’attribuzione delle classi di priorità presenta una variabilità significativa tra le regioni, influenzando le percentuali di rispetto dei tempi di garanzia. In particolare, la percentuale di prescrizioni in classe P (programmabile entro 120 giorni) è molto elevata in Basilicata (87,7%), Molise (75,1%), Calabria (69,7%) e Campania (84,4%).
Questa disparità condiziona anche le percentuali di rispetto dei tempi di garanzia, incidendo sui volumi delle prenotazioni nelle diverse classi. Agenas segnala che sono in atto da parte delle regioni iniziative volte ad analizzare e riequilibrare l’attribuzione delle classi di priorità.
I miglioramenti nel Servizio Sanitario Nazionale
Nel primo semestre del 2026, il Servizio Sanitario Nazionale ha garantito oltre un milione e seicentomila visite ed esami diagnostici in più rispetto allo stesso periodo del 2026, entro i tempi di attesa indicati dai medici sulla ricetta. Nonostante i miglioramenti, non sono stati eseguiti nei tempi stabiliti oltre due milioni e ottocentomila prestazioni, tra prime visite specialistiche ed esami diagnostici.
I miglioramenti più rilevanti si sono registrati per le prestazioni urgenti da garantire entro tre giorni e per quelle prescritte in classe B, cioè da eseguire entro dieci giorni. Le prime visite urgenti fatte entro 72 ore salgono dal 77,7% all’81% nel primo semestre 2026, mentre quelle col codice B effettuate nei tempi stabiliti passano dal 77,3% all’80,2%.
Le prestazioni differibili e programmabili
Per le prestazioni differibili prescritte in classe D, la percentuale di prestazioni fatte nei tempi previsti passa dal 70% al 73,3% per le prime visite e dall’82,8% all’85,1% per gli esami diagnostici. Restano stabili le prestazioni programmabili (lettera P), con un lieve miglioramento per gli esami diagnostici, eseguiti nei tempi stabiliti nell’86,8% dei casi.
Le regioni migliori e peggiori per visite ed esami
Nel confronto tra il primo semestre del 2026 e quello del 2026, si riscontra un buon andamento nella maggior parte delle regioni per le prime visite. In particolare, sette regioni (Basilicata, Marche, Lazio, Veneto, Molise, Calabria e Campania) confermano un’elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2026, superiore all’80%. Due regioni (Liguria e Lombardia) migliorano significativamente, superando la soglia dell’80%.
Per gli esami diagnostici, dieci regioni (Veneto, Campania, Basilicata, Marche, Lazio, Toscana, Molise, Emilia Romagna, Calabria e Piemonte) confermano un’elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2026, superiore all’80%. Due regioni (Liguria e Lombardia) migliorano significativamente, mentre una regione (Friuli Venezia Giulia) passa dal 76,1% all’80,4%.
Criticità permangono in alcune regioni nell’appropriatezza delle classi di priorità attribuite in fase di prescrizione, con percentuali estremamente differenziate. Agenas segnala alcuni esempi di buone pratiche per ridurre i tempi di attesa, che possono essere estese ad altre regioni.



