La Prefettura di Catanzaro ha avviato le operazioni di sgombero e bonifica del campo rom di Scordovillo a Lamezia Terme, avviando il trasferimento delle prime famiglie e la messa in sicurezza dell’area. Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2026.
L’intervento è stato attivato per rispondere a una situazione di degrado ambientale e rischio sanitario persistente in prossimità della struttura ospedaliera cittadina. Le attività hanno combinato azioni di ordine pubblico, ricollocazione abitativa e verifiche tecniche per le bonifiche.
Motivazione e coordinamento istituzionale
Il commissario straordinario per le bonifiche, Giuseppe Vadalà, ha definito l’avvio come «un passo decisivo verso il superamento di una delle criticità ambientali più complesse del territorio». Il suo ufficio ha fornito supporto tecnico-amministrativo per il piano di lavori e la sequenza degli interventi.
Il piano è stato predisposto in coordinamento con il Ministero dell’Interno il Ministero dell’Ambiente e la Regione Calabria presieduta da Roberto Occhiuto. Il coordinamento operativo è stato assicurato dalla Prefettura di Catanzaro, che ha svolto il ruolo di cabina di regia per le attività sul territorio.
Ricollocazione abitativa e verifiche ambientali
Le famiglie sgomberate sono state avviate a soluzioni abitative messe a disposizione dall’Aterp nel quadro del piano che prevede trasferimenti progressivi e monitorati. Prima di procedere con le demolizioni delle strutture abusive, sono state avviate verifiche ambientali mirate a rilevare la possibile presenza di materiali pericolosi con particolare attenzione all’amianto.
Il percorso di risanamento prevede fasi distinte: sgombero delle abitazioni, prelievi e analisi dei materiali, messa in sicurezza delle aree contaminate e successive attività di bonifica e ripristino ambientale.
Presidio e sicurezza sul territorio
Il presidio delle forze dell’ordine è garantito dal personale della Questura di Catanzaro del Commissariato di Lamezia Terme della Polizia di Stato dei Carabinieri della Guardia di Finanza e della Polizia Locale. L’obiettivo dichiarato è impedire nuovi insediamenti e vigilare sulle fasi di demolizione e bonifica.
Il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, ha commentato l’avvio delle attività con queste parole: «Con l’avvio delle operazioni di sgombero delle prime abitazioni del campo rom di Scordovillo a Lamezia Terme prende finalmente forma un obiettivo atteso da decenni. Si tratta di un intervento di straordinaria complessità che pone le basi per superare definitivamente una delle più gravi situazioni di degrado sociale e ambientale del Mezzogiorno».
Ruoli locali e continuità operativa
Nel processo è stato riconosciuto il ruolo delle amministrazioni comunali precedenti e dell’odierna prefettura: l’amministrazione comunale guidata da Paolo Mascaro e la Prefettura di Catanzaro, prima con il prefetto Enrico Ricci e successivamente con il prefetto Castrese De Rosa, supportati dal vicario Vito Turco, hanno contribuito all’impostazione operativa del piano.
La Prefettura ha sottolineato la necessità di un lavoro coordinato tra istituzioni per mantenere continuità operativa e garantire che le fasi di sgombero, verifica ambientale e bonifica si susseguano senza interruzioni, con il coinvolgimento degli enti tecnici competenti per i rilievi e i successivi interventi di risanamento.
Il commissario Vadalà ha aggiunto che, dopo lo sgombero e le demolizioni, il percorso di bonifica proseguirà con interventi rigorosi per il recupero ambientale dell’area, con l’obiettivo di ripristinare salubrità e decoro nel sito di Scordovillo.



