È stata ufficialmente presentata a Rende la nuova sede territoriale della Lega del Filo d’Oro, pensata per offrire un riferimento concreto alle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale e alle loro famiglie. L’inaugurazione si è svolta nella sede di Via Sant’Umile da Bisignano 17, alla presenza di rappresentanti dell’ente, delle istituzioni locali e del mondo accademico, in un momento che segna l’espansione della fondazione nel Sud Italia.
Questo presidio, operativo da maggio 2026, è il primo collegamento stabile della Lega del Filo d’Oro in Calabria e nasce con l’obiettivo di rendere più accessibili i servizi specialistici sul territorio, lavorando in sinergia con le risorse locali e la rete nazionale dell’ente.
Una inaugurazione con autorità e attori locali
All’evento di presentazione hanno partecipato figure istituzionali e rappresentanti dell’organizzazione: tra loro il presidente della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli, il sindaco di Rende Sandro Principe, l’assessora regionale al Welfare Pasqualina Straface, il vicario generale dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano don Michele Fortino e il prorettore vicario dell’Università di Rende Stefano Curcio. Le autorità hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e terzo settore per potenziare i servizi territoriali.
Il significato simbolico dell’apertura
Secondo il presidente Bartoli, l’apertura della sede non è solo un ampliamento logistico ma un rafforzamento della capacità di risposta dell’ente: un modo per mettere a disposizione sul territorio competenze, consulenze e figure professionali. Le parole ispiratrici di Sabina Santilli — «Avanti e buon coraggio, senza mai tirarsi indietro» — sono state richiamate come monito per continuare il lavoro con determinatezza.
Servizi, personale e numeri della nuova sede
La sede di Rende opera con una struttura locale che comprende una assistente sociale e un operatore territoriale, supportati dalla consulenza dei professionisti e tecnici del centro nazionale della Lega del Filo d’Oro. Questo modello permette di offrire interventi personalizzati e di collegare gli utenti alle risorse specialistiche dell’ente, minimizzando la distanza tra bisogno e risposta.
Utenza e volontariato
Attualmente la nuova sede segue 22 utenti, tra bambini, giovani e adulti, e si avvale di 9 volontari attivi che sostengono le attività quotidiane e rafforzano la rete di vicinanza. L’impegno dei volontari viene considerato fondamentale per creare continuità negli interventi e per facilitare il coinvolgimento delle famiglie nei percorsi educativi e riabilitativi.
Il modello nazionale e l’espansione territoriale
La Lega del Filo d’Oro è presente in tredici regioni italiane attraverso una combinazione di Centri Residenziali, servizi annessi e sedi territoriali. L’obiettivo dell’ente è sia quantitativo — aumentare il numero delle presenze sul territorio — sia qualitativo, potenziando i servizi offerti per rispondere in modo più adeguato alle esigenze delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale.
Rete integrata e prossimi passi
La strategia della fondazione punta a creare una rete integrata in cui i servizi locali collaborano con le strutture centrali. La nuova sede di Rende si inserisce in questo disegno, fungendo da ponte tra il territorio calabrese e i cinque centri residenziali principali dell’ente (Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta e Termini Imerese) e le altre sedi territoriali distribuite sul territorio nazionale.
Impatto per le famiglie e prospettive future
Per le famiglie della Calabria la presenza di un punto di riferimento locale significa avere accesso più rapido a informazioni, valutazioni e progetti personalizzati. Il presidio promuove interventi che tengono conto delle esigenze di ogni persona, favorendo percorsi di autonomia e inclusione sociale grazie a competenze specifiche e alla cooperazione con servizi sanitari e socioassistenziali locali.
Guardando avanti, la fondazione intende consolidare i servizi della sede di Rende e valorizzare il ruolo dei volontari, continuando a rafforzare la collaborazione con istituzioni, enti locali e il mondo accademico per ampliare le risposte sul territorio e offrire percorsi di vita più inclusivi alle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale.
In sintesi, l’apertura della sede calabrese è stata presentata come un passo concreto nella costruzione di una rete di prossimità capace di accompagnare fuori dal «buio e dal silenzio» chi vive la condizione di sordocecità, mantenendo salde le radici nel territorio e il collegamento con il sistema nazionale dell’ente.



