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Ispezioni del Nas in provincia di Catanzaro: disservizi e sequestri nel settore alimentare

Controlli mirati del Nas nella provincia di Catanzaro: su 27 attività ispezionate 19 sono risultate non conformi, con oltre 300 kg di alimenti sequestrati, 38 sanzioni e provvedimenti che includono la sospensione di una mensa scolastica e la chiusura di tre depositi.

Ispezioni del Nas in provincia di Catanzaro: disservizi e sequestri nel settore alimentare

I Carabinieri del Nas di Catanzaro hanno effettuato controlli nel mese di maggio in provincia di Catanzaroispezionando 27 attività di produzione, vendita e ristorazione e contestando violazioni diffuse. Le verifiche hanno portato a 38 sanzioni, alla segnalazione di 20 persone all’autorità amministrativa, al sequestro di oltre 300 chilogrammi di alimenti e alla chiusura di tre depositi non conformi. Un servizio di refezione scolastica è stato sospeso per carenza di autorizzazioni.

L’operazione si inserisce in un piano di monitoraggio legato all’incremento dei flussi turistici estivi e mira a garantire sicurezza alimentare e rispetto delle norme igienico-sanitarie. Le attività ispettive proseguono con intensità su tutto il territorio provinciale per prevenire rischi per i consumatori e rafforzare la conformità degli operatori. Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026.

Risultati dei controlli di maggio in provincia di Catanzaro

Le ispezioni hanno interessato bar, ristoranti, laboratori di trasformazione e punti vendita, con un tasso di non conformità superiore al 70%: 19 attività su 27 sono risultate irregolari. Il Nas di Catanzaro ha rilevato criticità nelle fasi di approvvigionamento, stoccaggio e somministrazione, con carenze rispetto alle procedure operative previste dalla normativa vigente. L’azione ha portato alla contestazione di 38 sanzioni amministrative per un importo complessivo oltre i 33 mila euro e alla segnalazione di 20 responsabili all’autorità competente per le irregolarità riscontrate.

Gli accertamenti hanno confermato che una quota rilevante delle anomalie riguarda la gestione della catena del freddola documentazione di tracciabilità e le autorizzazioni sanitarie. In parallelo, sono state evidenziate lacune nell’etichettatura e nella corretta conservazione degli alimenti, con rischio di compromissione della salubrità dei prodotti destinati al pubblico. Le verifiche hanno interessato l’intero territorio provinciale, con priorità alle strutture a maggiore impatto sul consumo stagionale.

Violazioni rilevate e irregolarità documentali

Tra le violazioni amministrative spiccano errate modalità di conservazione e manipolazione, gestione inadeguata delle temperature e mancanza di aggiornamento delle autorizzazioni sanitarie. In più casi sono emerse carenze riguardanti l’organizzazione dei depositi, l’assenza di piani di autocontrollo adeguati e difformità nelle indicazioni di origine o negli allergeni. Queste condotte hanno determinato la contestazione di provvedimenti immediati volti a ripristinare condizioni minime di sicurezza e a prevenire rischi potenziali per i clienti.

La prevalenza delle criticità gestionali evidenzia la necessità di applicare in modo puntuale le procedure HACCP e di mantenere la documentazione di supporto disponibile e coerente con lo stato effettivo delle attività. Le ispezioni hanno riguardato anche gli spazi di preparazione, dove sono state riscontrate non conformità igieniche che, se non sanate, possono favorire contaminazioni crociate. L’attenzione è stata rivolta sia agli operatori di piccole dimensioni sia a quelli che movimentano volumi elevati di prodotti.

Sequestri, sospensioni e chiusure: i numeri

Nel corso degli interventi sono stati sequestrati oltre 300 chilogrammi di alimenti destinati alla somministrazione al pubblico, in quanto non conformi ai requisiti di sicurezza o privi di adeguata tracciabilità. I sequestri hanno interessato prodotti stoccati in depositi e preparati in cucine dove la gestione delle scorte o delle temperature non ha rispettato gli standard previsti. In aggiunta, sono stati adottati provvedimenti di chiusura per tre depositi impiegati nella conservazione e preparazione degli alimenti, risultati sprovvisti dei requisiti igienico-sanitari e delle autorizzazioni necessarie.

Un servizio di refezione scolastica è stato sospeso a seguito dell’accertata mancanza delle autorizzazioni richieste per l’erogazione. La misura è stata disposta come cautela per la tutela degli utenti, con efficacia fino alla regolarizzazione delle condizioni operative. L’azione complessiva mira a dissuadere comportamenti non conformi e a rafforzare la fiducia dei consumatori, in un periodo in cui la domanda nel comparto della ristorazione aumenta e richiede standard elevati.

Monitoraggio estivo e tutela dei consumatori

L’attività rientra in un piano di controlli intensificato in vista dell’estate, con verifiche programmate su esercizi pubblici, laboratori e depositi della provincia. L’obiettivo è prevenire rischi per la salute pubblica, garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate e verificare la conformità delle procedure operative in contesti ad alta rotazione di prodotti. Le ispezioni continueranno nei prossimi mesi, con particolare attenzione alle strutture che erogano servizi a fasce sensibili della popolazione e ai nodi logistici che gestiscono grandi quantitativi di alimenti.

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