In un momento cruciale per le politiche sociali, l’Ambito Territoriale Sociale di Soverato ha annunciato l’avvio di 40 Progetti di Vita un’iniziativa rivoluzionaria per la presa in carico integrata dei cittadini più fragili. Questo progetto si inserisce nel quadro normativo tracciato dalla Legge 328/2000 e dalla recente Riforma della Disabilità del 2026 che ha ridefinito gli standard di assistenza.
L’obiettivo principale è offrire interventi personalizzati che rispondano ai bisogni complessi dei beneficiari e delle loro famiglie, promuovendo l’autonomia e l’inclusione sociale. Questi progetti rappresentano un passo concreto verso la creazione di una comunità più accogliente e inclusiva.
Il modello d’intervento e il ruolo delle famiglie
Ogni Progetto di Vita è un percorso strutturato che accompagna le persone con fragilità nelle diverse fasi della loro esistenza. Questi progetti nascono grazie all’attivazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) che valuta i bisogni specifici di ciascun individuo.
Un elemento chiave del modello è il coinvolgimento diretto delle famiglie, che diventano protagoniste attive nella progettazione e nella condivisione degli interventi. La sinergia territoriale vede la collaborazione tra l’Equipe Multidisciplinare di Ambito il Distretto Sanitario la Neuropsichiatria Infantile (NPI) il Centro di Salute Mentale (CSM) il Servizio per le Dipendenze (SerD) i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.
La dichiarazione del presidente dell’Ambito
“Il nostro obiettivo è costruire una comunità sempre più accogliente, capace di offrire opportunità concrete e di rimuovere ostacoli che limitano la piena partecipazione alla vita collettiva”, ha dichiarato Daniele Vacca presidente dell’Ambito Territoriale e sindaco di Soverato. Vacca ha espresso il proprio ringraziamento per il lavoro svolto da Paola Grande responsabile delle Politiche sociali del Comune, dalla dottoressa Maria Rosaria Barone responsabile della Neuropsichiatria Infantile di Soverato, e dalle dottoresse Maria Concetta LoPrete e Maria Foresta del Distretto Sanitario, oltre che a tutta l’equipe multidisciplinare sul campo.
Verso i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali
L’avvio di questi quaranta percorsi individualizzati non è un caso isolato. Questo risultato si aggiunge ai numerosi interventi socio-assistenziali già operativi sul territorio e rientra nel più ampio percorso finalizzato al raggiungimento dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali).
L’obiettivo strategico rimane quello di garantire servizi uniformi, accessibili ed efficaci, continuando a investire nel potenziamento di modelli integrati capaci di mettere al centro il benessere e la dignità della persona. Questi progetti rappresentano un passo significativo verso una società più inclusiva e solidale, dove ogni individuo può trovare il supporto necessario per vivere una vita dignitosa e autonoma.



