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Imprese e legalità: il ruolo del commercio nella difesa del territorio

A Sala Perri di Palazzo Nicotera, durante il Festival Trame, rappresentanti di Confcommercio, Camera di Commercio, GOEL e CISL hanno ribadito che l'impresa sana è un presidio civile e che la formazione dei giovani è essenziale per ridurre lo spazio alle mafie.

Imprese e legalità: il ruolo del commercio nella difesa del territorio

Il 13 maggio 2026, nella Sala Perri di Palazzo Nicoterasi è tenuto l’incontro intitolato “Etica aziendale: presidio di legalità e territorio libero dalle mafie” all’interno della XV edizione del Festival Trame “Terra e Libertà”. La discussione ha coinvolto esponenti del mondo associativo, istituzionale e sindacale calabrese e ha posto sotto i riflettori il rapporto tra imprese e contrasto alla criminalità organizzata, con un focus sulla responsabilità quotidiana degli operatori economici.

Interventi istituzionali e messaggi sull’etica del lavoro

Ad aprire il dibattito è stata Patrizia Di DioVicepresidente Nazionale di Confcommercio con delega alla Legalità, che ha richiamato la storia dell’associazione e l’impegno costante con l’iniziativa “Legalità, ci piace!”, giunta alla tredicesima edizione. Di Dio ha puntualizzato che “Quando si parla di legalità si pensa spesso a ciò che non bisogna fare.” e ha rilanciato una lettura positiva: la legalità come impegno attivo di chi apre un negozio, paga le tasse, assume regolarmente e investe sul territorio. Per lei, “questa è la legalità: non soltanto assenza di reati, ma presenza di responsabilità” e dove esistono imprese sane si creano opportunità che riducono lo spazio d’azione delle mafie.

Il commercio come presidio sociale

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Giuseppe CotroneoPresidente di Confcommercio Lamezia termeche ha descritto le attività commerciali come elementi di coesione: il commercio è un presidio per la comunitàha ricordato, perché negozi di quartiere e imprese contribuiscono alla sicurezza percepita e rappresentano spesso il tessuto familiare dei quartieri di una città.

Formazione, scuole e ruolo delle camere di commercio

Il tema della formazione è stato sollevato da Pietro FalboPresidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentiache ha insistito sul valore delle associazioni di categoria come «spina dorsale del sistema Paese» in un momento delicato per il commercio. Falbo ha richiamato la necessità di parlare ai giovani e di utilizzare il linguaggio della legalità nelle scuole: “Sentiamo la necessità di formare e informare i giovani attraverso il linguaggio della legalità,” ha detto, evidenziando l’attenzione mostrata dagli studenti e la volontà di dimostrare che un’alternativa possibile esiste.

Associazioni come rete di sostegno

Nel corso dell’incontro è emersa l’idea che le associazioni di categoria debbano coordinare azioni concrete di formazione e sensibilizzazione per trasformare la cultura della legalità in prassi diffusa tra le nuove generazioni, rafforzando così il tessuto economico locale.

Esperienze pratiche di antimafia civile: il caso GOEL

Una testimonianza diretta è arrivata da Vincenzo Linarellofondatore di GOEL Gruppo Cooperativo e autore del “Manuale dell’etica efficace”, che ha raccontato l’esperienza delle “feste della ripartenza” organizzate dopo attentati per mobilitare la comunità. Linarello ha spiegato come la mobilitazione civile abbia prodotto risultati concreti: “Dopo tre feste la criminalità ha sventolato bandiera bianca;” e ha sottolineato che, da otto anni, le 46 aziende del gruppo non subiscono più ingerenze da parte di organizzazioni criminali.

Questa esperienza è stata presentata come esempio pratico di come iniziative collettive, visibili e partecipate possano alterare gli equilibri locali, rendendo insostenibile per i gruppi criminali il controllo economico e sociale.

Sindacato, istituzioni e comunità: la rete necessaria

A chiudere gli interventi è stato Daniele GualtieriSegretario Generale di CISL Magna Graeciache ha richiamato l’importanza della collaborazione fra istituzioni, imprese e cittadini. Gualtieri ha affermato che “Dobbiamo consolidare un percorso che veda la legalità al centro come fattore di sviluppo.” Ha inoltre sottolineato il sostegno alle forze dell’ordine e alla magistratura per il lavoro svolto sul territorio, ma ha ricordato che la repressione non basta: è necessario il coraggio di denunciare, perché sulle tematiche della legalità “nessuno può farcela da solo.”

Nel complesso, l’incontro alla Sala Perri di Palazzo Nicotera ha messo a sistema interventi istituzionali, testimonianze di pratiche di antimafia civile e proposte di formazione, ribadendo che la impresa responsabile è uno degli strumenti più efficaci per costruire un territorio resistente alle infiltrazioni criminali.

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