La Calabria è nuovamente al centro di una recrudescenza criminale che sta mettendo a dura prova le imprese locali. Gli ultimi episodi di intimidazione e danneggiamento hanno scatenato una ondata di solidarietà da parte delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, che chiedono un intervento deciso del governo nazionale.
Tra i casi più gravi, l’incendio doloso ai danni di un’azienda specializzata nella lavorazione del tartufo calabrese, i danneggiamenti ai mezzi dell’azienda Italiana Gas nel cantiere di Schiavonea, e gli incendi dolosi nelle aziende agricole della Piana di Gioia Tauro. Non dimentichiamo le intimidazioni ai danni delle imprese del Vibonese operanti nell’area industriale.
L’episodio di Schiavonea e la solidarietà delle istituzioni
Nel cantiere del lungomare di Schiavonea, in provincia di Cosenza, ignoti hanno distrutto i mezzi operativi dell’azienda Italiana Gas, guidata da Roberto Rugna, presidente di ANCE Calabria. L’azienda, impegnata nei lavori di convogliamento delle acque bianche, opera da quasi quarant’anni nei settori delle opere civili, delle infrastrutture e della gestione delle reti di distribuzione di acqua e gas.
L’episodio ha suscitato la condanna unanime delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali. ANCE Reggio Calabria ha espresso la propria solidarietà a Rugna e all’azienda, ribadendo il valore della legalità e la necessità di un intervento deciso contro la criminalità. Anche Unindustria Calabria e Confindustria hanno espresso il proprio sdegno, chiedendo un rafforzamento delle misure di tutela e un controllo più incisivo del territorio.
Le reazioni politiche
Il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto e la vicepresidente M5S Vittoria Baldino hanno espresso la propria vicinanza a Rugna, chiedendo che i responsabili vengano individuati al più presto. Anche la FENEAL UIL Calabria e la Fillea Cgil Calabria hanno condannato l’episodio, sottolineando la necessità di un intervento deciso del governo nazionale per garantire la sicurezza delle imprese e dei lavoratori.
La situazione in Calabria e le richieste delle organizzazioni sindacali
La segretaria generale del sindacato UIL Calabria, Mariaelena Senese, ha denunciato la difficoltà di fare impresa in Calabria, definendola spesso pericolosa. Senese ha sottolineato che non c’è provincia in cui non si segnalino eventi criminosi a danno di operatori economici, mettendo a rischio la crescita economica dell’intero territorio e il futuro lavorativo di migliaia di persone.
La UIL Calabria ha chiesto un investimento serio e forte da parte del governo nazionale per garantire una presenza significativa e capillare delle Forze dell’ordine sul territorio. Senese ha inoltre sottolineato che le risorse sottratte alle imprese a causa del ricatto criminale finiscono in attività illecite, contribuendo a una spirale di illegalità che induce i giovani calabresi a partire senza guardarsi indietro.
La situazione in Calabria è critica e richiede un intervento deciso delle istituzioni per garantire la sicurezza delle imprese e dei lavoratori, e per contrastare efficacemente la criminalità organizzata.



