Sofia Pejrano, diplomata in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, ha deciso di proseguire i propri studi con una magistrale in Physics presso il Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria. Dopo una pausa di un anno, durante la quale ha riscoperto la passione per la ricerca, ha intrapreso un viaggio in bicicletta che l’ha portata da Milano a Rende in appena dodici giorni.
Il percorso non è stato solo un modo di spostarsi, ma un vero rituale di transizione tra due fasi della sua vita accademica e personale. La scelta dell’Università della Calabria è stata alimentata da una visita al campus di Arcavacata, dove ha potuto toccare con mano la realtà del dipartimento, conoscere i docenti e vedere i laboratori in azione.
Il percorso accademico di Sofia: da Ingegneria Fisica a Physics
Dopo la laurea triennale, Sofia ha percepito che l’approccio tipicamente ingegneristico non rispecchiava pienamente il suo modo di studiare. “Durante l’anno di pausa ho seguito alcune lezioni di fisica e ho capito che l’obiettivo di comprendere a fondo i fenomeni era ciò che mi parlava di più”, ha spiegato. Ha confrontato diversi atenei italiani – Trieste, Bologna e la Calabria – valutando struttura dei corsi, opportunità di ricerca e la presenza di attività sperimentali.
Il curriculum di Physics dell’UniCal l’ha colpita per la flessibilità e per la possibilità di approfondire ambiti emergenti come la biofisica. Non avendo ancora fissato un tema definitivo, ha scelto un percorso che le consentisse di esplorare più direzioni, mantenendo viva la curiosità scientifica.
La visita al Dipartimento di Fisica di Arcavacata
Nel giugno precedente la studentessa si è recata a Rende per una giornata di scoperta. Ha incontrato il professor Francesco Valentini altri docenti e ha potuto accedere alle strutture del centro STAR e di altri laboratori. “Lì ho sentito che la ricerca è parte integrante della didattica quotidiana: si passa dal capire la teoria alla manipolazione concreta degli strumenti”, ha raccontato.
Incontro con i docenti e il laboratorio STAR
Il contatto diretto con i ricercatori ha rivelato un ambiente ricco di potenzialità e di voglia di scoperta. Sofia ha sottolineato che vedere gli strumenti sperimentali in azione le ha confermato che la fisica nasce dall’osservazione e dall’esperimento un aspetto che per lei era fondamentale per la scelta dell’università.
Le conversazioni con gli studenti e i professori hanno evidenziato un clima stimolante, dove il confronto è incoraggiato e la sperimentazione è alla base del curriculum. “È esattamente quello che cercavo per rimettermi in gioco”, ha aggiunto.
Il viaggio in bicicletta da Milano a Rende
Per celebrare il nuovo inizio, Sofia ha deciso di percorrere i 800 chilometri tra le due regioni in bicicletta, accompagnata solo da una tenda, un sacco a pelo, un materassino e un piccolo fornello. Il piano prevedeva di completare il tragitto in massimo quattordici giorni; il risultato è stato una traversata di dodici giorni, frazioni di giorno affrontate pedalando finché le forze lo permettevano e notti trascorse sotto il cielo stellato.
Durante il cammino, l’autrice ha spesso chiesto ospitalità alle famiglie locali. Molte l’hanno invitata direttamente a casa, creando legami che ancora oggi mantiene. Il cibo era una combinazione di rifornimenti personali e specialità regionali: “Cucinare sul fornello o assaporare un piatto tipico dei villaggi rendeva il viaggio un’esperienza di scoperta culturale oltre che fisica”.
Gli imprevisti non sono mancati: il materassino si è bucato, alcune strade si sono rivelate chiuse e il percorso è stato talvolta costretto a deviare tra campi e sentieri. “Quando sei da sola, devi improvvisare, adattarti e andare avanti”, ha ribadito Sofia, sottolineando come queste sfide abbiano rafforzato il suo spirito d’avventura.
Prospettive future all’Università della Calabria
Arrivata sul campus, la studentessa sta iniziando a conoscere la vita comunitaria del vero campus di Arcavacata, con i suoi alloggi, i servizi condivisi e lo spirito di collaborazione. “Vedo un’opportunità di crescita sia accademica che personale”, afferma.
Nei prossimi anni, Sofia intende approfondire le basi apprese durante la triennale, immergersi nella dimensione sperimentale della fisica e, se possibile, orientarsi verso ricerche in biofisica. Sa che il percorso sarà impegnativo, ma è pronta a impegnarsi per trasformare la curiosità in conoscenza concreta.
Il suo viaggio, iniziato come simbolo di cambiamento, continua a ispirare: ogni pedalata, ogni incontro e ogni laboratorio rappresentano un passo in più verso la scoperta scientifica e personale.



