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Governo in crisi: Meloni considera elezioni anticipate per evitare il logoramento

La premier Giorgia Meloni sta valutando elezioni anticipate per evitare il logoramento del governo. Scopri i dettagli e le reazioni degli alleati.

Governo in crisi: Meloni considera elezioni anticipate per evitare il logoramento

In un momento di crescente tensione politica, la premier Giorgia Meloni sta seriamente considerando l’ipotesi di elezioni anticipate. Il logoramento del governo è un pericolo concreto, con alleati che sembrano sempre più divisi e una leadership messa a dura prova.

La situazione è resa ancora più complessa dalla prospettiva delle elezioni amministrative in grandi città come Roma, Milano, Napoli, Bologna e Firenze, oltre a Cosenza e Catanzaro in Calabria. Meloni sta valutando l’idea di accorpare le elezioni politiche con quelle amministrative, creando un election day che potrebbe avere un impatto significativo sul panorama politico.

Il logoramento del governo e le divisioni tra gli alleati

Il logoramento è un fenomeno che preoccupa sia a destra che a sinistra. A destra, la paura è legata all’ascesa di Vannacci, mentre a sinistra, la segretaria del Pd, Elly Schlein, è circondata da alleati che sembrano voler consumare la sua leadership. La soluzione più immediata sembra essere quella di andare alle urne in primavera.

La legislatura sta per raggiungere un punto cruciale: il diritto al trattamento pensionistico su base contributiva per i parlamentari al primo mandato, che scatta il 14 aprile del 2027. Subito dopo questa data, si potrebbe votare senza creare malcontento.

Meloni è preoccupata che, se il governo dovesse continuare fino alla scadenza naturale della legislatura, gli alleati potrebbero cercare di distinguersi in chiave elettorale, gettando ombre di confusione sul governo. Un esempio lampante è la vicenda delle influssenze russe sulle elezioni. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di possibili tentativi di Mosca, mentre il collega Matteo Salvini ha sminuito la questione, tirando anche una frecciata al collega.

Le reazioni degli alleati e le strategie politiche

Se il clima è questo, è normale che Meloni, raggiunto anche il traguardo del record di longevità al governo, abbia fretta di recarsi alle urne. Più i giorni passano, più vede gli alleati crollare a vantaggio di Vannacci. Un adagio che circola nei corridoi della politica recita: meglio tirare le cuoia che tirare Salvini.

In una Repubblica parlamentare, Meloni non può decidere da sola quando votare. È obbligatorio un passaggio dal Quirinale, che con ogni probabilità chiederà di formalizzare la crisi in Parlamento. Per fare questo senza particolari contraccolpi d’immagine, Meloni sta pensando di giustificare le elezioni anticipate di qualche mese con un election day con le amministrative.

Del resto, che si respiri aria di elezioni anticipate non è un mistero per nessuno. Qualche settimana fa, il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ha commesso un lapsus freudiano ammettendo che Fabio Roscioli sostituirà Cannizzaro solo per 4-5 mesi, per poi candidarsi alle politiche. I calcoli portano a una possibile data del voto tra il 18 aprile e il 23 maggio.

Le ambizioni nazionali di Roberto Occhiuto

In Calabria, l’attenzione è rivolta anche alle ambizioni nazionali di Roberto Occhiuto. Si attende di capire se le sue giuste ambizioni lo porteranno a candidarsi nonostante le sue smentite o se deciderà di giocarsi le sue carte da Catanzaro. Nel primo caso, la Calabria potrebbe conoscere un’ulteriore coda elettorale e tornare al voto per la quarta volta in sei anni.

Nel frattempo, il centrodestra sta accelerando i tempi per la scelta del candidato sindaco per le elezioni comunali del 2027. Matteo Salvini ha indicato una scadenza per la scelta della coalizione in vista della sfida di Palazzo Marino. I nomi nella rosa includono Maurizio Lupi, Giovanni Terzi, Alessandro Spada, Pietro Tatarella, Antonino La Lumia e Antonio Civita.

Salvini ha commentato che in tanti possono piacere: Lupi, Terzi, Spada… Ce ne sono di profili a cui io farei fare il sindaco di Milano meglio di quanto non lo stia facendo Sala. Tuttavia, nessuno di questi nomi è riuscito a conquistare il consenso di tutti i partiti della coalizione di centrodestra.

La replica del generale in pensione Carmelo Burgio, candidato sindaco di Futuro Nazionale di Vannacci, non si è fatta attendere. Burgio ha rassicurato Salvini che conosce benissimo dove si trovano Rogoredo, Corvetto, Bovisa, Niguarda o la Gallaratese, e conosce soprattutto l’ansia e il senso di abbandono che provano le famiglie e i commercianti di quei quartieri quando scende la sera.

Salvini ha dedicato qualche parola anche a uno degli aspiranti candidati sindaci del centrosinistra, il giornalista Mario Calabresi. Salvini ha commentato che non ha elementi per giudicare, immaginando che il centrosinistra farà le primarie. Calabresi, nella sua newsletter “Altre Storie“, ha parlato delle sue dimissioni da Chora Media e ha sottolineato che il senso della vita è rompere la vita, rimettersi in discussione e osare strade nuove, per immaginare una nuova vita e un nuovo progetto.

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