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Gestione del Fondo non autosufficienza in Calabria: la svolta

La Calabria ridefinisce la gestione del Fondo non autosufficienza, introducendo strumenti urgenti e verificando sul campo i Progetti di Vita di Lamezia Terme.

Gestione del Fondo non autosufficienza in Calabria: la svolta

La Regione Calabria ha avviato una profonda revisione del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna) con l’obiettivo di trasformare le risorse disponibili in servizi concreti per le persone più fragili. Il tavolo di confronto, presieduto dall’assessore alle Politiche sociali Pasqualina Straface ha riunito i sindaci dei comuni capofila, i responsabili degli Uffici di Piano e le strutture del Dipartimento Welfare segnando una svolta decisiva nella politica regionale.

Il nuovo approccio parte da un principio fondamentale: gestire il Fna non come un semplice adempimento burocratico, ma come un impegno istituzionale e morale verso le famiglie e i beneficiari. Per questo la regione si è posta al fianco degli Ambiti Territoriali offrendo supporto operativo anziché limitarsi al controllo della spesa.

Riorganizzazione regionale del Fondo non autosufficienza

Il trilancio 2019-2021 del Fna ammonta a 67,6 milioni di euro suddivisi in 19,8 milioni per il 2019, 24,6 milioni per il 2020 e 23,2 milioni per il 2021. Queste risorse finanziano servizi di prossimità quali assistenza domiciliare diretta e indiretta, assegni di cura per disabilità gravissime, ricoveri di sollievo e progetti per la Vita Indipendente. Il trasferimento annuale, però, è vincolato al raggiungimento di almeno il 75 % di rendicontazione sulla piattaforma Sioss della seconda annualità precedente. Un ritardo di un singolo Ambito rischia di bloccare l’intero flusso di fondi per la Calabria.

Misure operative per superare i ritardi accumulati

Per spezzare il ciclo di ritardi, la Regione ha messo a disposizione un pacchetto di soluzioni articolato in quattro filoni: (1) una procedura d’urgenza con coprogettazione e polizza fideiussoria che permette di anticipare i pagamenti ai gestori del Terzo Settore dietro presentazione di una fideiussione idonea; (2) la compensazione tra territori consentendo ai comuni con fondi residui di cederli a chi ha ancora liste d’attesa; (3) il rafforzamento della disabilità gravissima trasferendo quote inutilizzate alle Aziende Sanitarie Provinciali per potenziare gli assegni di cura; (4) la revisione della programmazione con la Regione pronta a rivedere con gli Ambiti le priorità operative. Ogni Ambito è stato invitato a verificare tempestivamente lo stato contabile e a formalizzare la soluzione scelta entro le scadenze fissate dal Dipartimento.

Il caso di Lamezia Terme e i Progetti di Vita

Parallelamente, l’assessore al Welfare del Comune di Lamezia TermeMimmo Gianturco ha confermato la collaborazione con Pasqualina Straface per chiarire la situazione di una ragazza autistica di Maida, oggetto di un Progetto di Vita controverso. Dopo una verifica diretta, sono stati identificati gli interventi già attivi – assistenza scolastica specialistica, trasporto sociale e l’assegno per la Disabilità Gravissima erogato dall’ASP – e quelli ancora da attivare, come l’assistenza educativa domiciliare.

Interventi già attivi e quelli pendenti

Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) attualmente in corso risulta incompatibile con l’assegno di disabilità gravissima, creando una sovrapposizione di risorse. La Case Manager ha segnalato la possibilità di accedere all’avviso pubblico “Educational Framework” per coprire l’assistenza educativa, ma la famiglia non ha presentato domanda. La Regione,

Bilancio dei Progetti di Vita nell’ATS

L’Area Territoriale Sociale (ATS) dispone di circa 250 mila euro destinati ai Progetti di Vita, di cui 56 mila di provenienza ministeriale, distribuiti su 150 progetti già sottoscritti. Tuttavia, il fabbisogno complessivo supera i 3 milioni di euro soprattutto per l’assistenza domiciliare di natura educativa. Parallelamente, per il SAD 2026 sono state aggregate risorse da più annualità del Fna – 302.703,63 € del 2021 e 251.399,71 € – più economie pregresse, raggiungendo un totale di circa 1,2 milioni di euro. Queste somme hanno permesso l’ammissione di oltre 100 beneficiari su più di 300 domande, con il 60 % dei soggetti accettati titolare di un Progetto di Vita.

Il principale obiettivo resta quello di tradurre i Progetti di Vita in soluzioni concrete garantendo trasparenza e parità di trattamento a tutte le persone con bisogni socio-assistenziali, anche quelle non titolari di un progetto. Gli incontri tecnici tra ATS, ASP ed Enti del Terzo Settore mirano a definire criteri condivisi per l’utilizzo delle risorse residue, evitando discriminazioni e assicurando una gestione sostenibile delle economie del Fondo.

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