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Fine vita in Veneto: la legge approvata con 32 sì, 14 no e 5 astensioni

Il Veneto ha approvato una legge sul fine vita con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari. Una svolta storica per il centrodestra

Fine vita in Veneto: la legge approvata con 32 sì, 14 no e 5 astensioni

Il Veneto ha compiuto un passo storico approvando una legge che disciplina il suicidio medicalmente assistito. Con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari, la regione è diventata la prima di centrodestra a regolamentare questa pratica, seguendo le orme di Emilia Romagna, Toscana e Sardegna.

La legge, frutto di una proposta di iniziativa popolare denominata Liberi subito è stata approvata dopo una maratona di discussioni iniziata martedì mattina. Il testo, profondamente emendato, stabilisce procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito.

Un approccio pragmatico e giuridico

Il governatore Alberto Stefani ha guidato la mediazione con 39 emendamenti, di cui 28 presentati dalla minoranza e 11 dalla giunta. Stefani ha sottolineato che la dignità della vita va tutelata sempre e ha lavorato per garantire che la legge rispettasse i principi giuridici e bioetici.

La leghista Eleonora Mosco ha affermato che vince la linea del presidente Stefani evidenziando l’importanza politica e sociale del voto. Il Veneto, retto da un leghista progressista sui diritti civili come Luca Zaia, ha dimostrato una continuità nell’appoggio al fine vita, nonostante le tensioni interne.

Le votazioni e le divisioni interne

Le votazioni hanno rivelato divisioni interne, con il capogruppo Lega Riccardo Barbisan contrario e il commissario Andrea Tomaello in astensione. Il capogruppo della lista Stefani, Matteo Pressi, ha rivendicato una legge frutto di un confronto serio evitando una frattura totale con Fratelli d’Italia, che ha sostenuto alcuni emendamenti di giunta.

Fratelli d’Italia ha votato contro la legge, ma ha difeso la vita e la libertà di coscienza. Il capogruppo Claudio Borgia ha sintetizzato la posizione del partito: No alla politica dei buoni e dei cattivi. Anche Forza Italia si è divisa, con alcuni consiglieri astenuti e altri favorevoli.

Le reazioni e le prospettive future

La tensione in aula si è sciolta in lacrime di gioia per i promotori della legge, tra cui Elena Ostanel e Giovanni Manildo. Filomena Gallo ha espresso soddisfazione, sottolineando che il Veneto ha fornito munizioni aggiuntive per la battaglia sulla legge nazionale.

I due presidenti, Zaia e Stefani, hanno mantenuto una distanza rispettosa. Zaia ha definito la legge una battaglia di civiltà mentre Stefani ha ribadito l’importanza di tutelare la dignità della vita umana. Il consiglio regionale riprenderà i lavori con l’Autonomia, sotto la guida del segretario generale Roberto Valente.

Questa approvazione rappresenta un messaggio forte al Parlamento, che è chiamato a legiferare su una legge nazionale sul fine vita. Il Veneto ha dimostrato che anche una regione di centrodestra può affrontare temi etici con responsabilità e rispetto per la dignità umana.

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