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Fiere e internazionalizzazione: come il sistema fieristico sostiene il made in Italy

Un'iniziativa di Aefi e IT-EX mette al centro il ruolo strategico delle fiere per l'internazionalizzazione del made in Italy: dal video per la Giornata mondiale delle fiere ai dati che confermano l'importanza del comparto sull'economia nazionale.

Fiere e internazionalizzazione: come il sistema fieristico sostiene il made in Italy

Per mettere sotto i riflettori il valore strategico delle esposizioni, Aefi e IT-EX hanno lanciato la campagna social “Fiere, motore del Made in Italy”, accompagnata da un video informativo volto a raccontare il contributo del sistema fieristico italiano alla crescita delle imprese e all’espansione internazionale del marchio Italia.

La pubblicazione avviene in concomitanza con la Giornata mondiale delle fiere (Ged), promossa da Ufi, che nel 2026 si celebrerà mercoledì 3 giugno: un’occasione collettiva per mettere a sistema numeri e storie del comparto e per promuovere la ripresa e l’attrattività internazionale degli eventi italiani.

Una campagna per raccontare un ecosistema

La campagna firmata da Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) e IT-EX (Italian Association of International Exhibitions) si articola su più piattaforme digitali e coinvolge quartieri fieristici e organizzatori associati. Il video mostra come fiere, filiere e imprese interagiscono, creando opportunità di business, contatti internazionali e spinte all’innovazione.

Il messaggio chiave riprende il claim internazionale della Ged: “Exhibitions drive opportunities”, un concetto che riflette il modello italiano dove la manifestazione fieristica non è solo vetrina, ma strumento operativo di politica industriale e internazionalizzazione.

I numeri del sistema fieristico italiano

Il panorama espositivo nazionale continua a segnare dimensioni rilevanti: nel 2026 sono in calendario circa 900 eventi distribuiti sul territorio italiano, tra cui 276 fiere internazionali e 202 manifestazioni nazionali. La superficie espositiva complessiva supera i 4,2 milioni di metri quadrati, posizionando l’Italia al quarto posto nel mondo e al secondo in Europa per estensione del sistema fieristico.

Questi dati non sono solo statistiche: costituiscono la base su cui si costruiscono relazioni commerciali e processi di internazionalizzazione per le imprese, con effetti immediati e duraturi sui territori che ospitano gli eventi.

Impatto economico sui territori

Le fiere generano un impatto economico significativo: ogni anno il contributo complessivo del comparto ai territori è stimato in circa 22,5 miliardi di euro, pari allo 0,7% del PIL nazionale. Questo valore sintetizza effetti diretti e indiretti, includendo spese di allestimento, servizi, ospitalità e opportunità commerciali per espositori e visitatori.

Risultati per le imprese e ritorno dell’investimento

Le analisi contenute nel Libro Bianco del sistema fieristico italiano 2026, realizzate da Prometeia, offrono elementi concreti sull’efficacia della partecipazione alle fiere. Le aziende che scelgono di esporre registrano tassi di crescita quasi doppi rispetto alle imprese che non partecipano a eventi, confermando il valore strategico della presenza fisica in contesti espositivi.

Un altro dato di rilievo riguarda il ritorno economico generato dalla spesa dei visitatori: secondo lo studio, ogni euro speso durante le manifestazioni produce un ritorno di 2,5 euro sull’economia nazionale, una leva significativa per stimolare domanda e attivare filiere locali.

Perché le fiere fanno crescere le imprese

L’efficacia delle fiere risiede nella loro capacità di mettere in contatto diretto domanda e offerta, facilitare accordi commerciali e accelerare processi di internazionalizzazione. La partecipazione favorisce anche la raccolta di feedback immediati, la sperimentazione di nuovi prodotti e l’accesso a mercati esteri, trasformando l’investimento in partecipazione in una strategia di crescita misurabile.

Prospettive e ruolo delle istituzioni

La promozione del comparto coinvolge non solo gli operatori privati ma anche politiche pubbliche e progettualità condivise. La campagna per la Ged mette al centro la necessità di sostenere infrastrutture, promuovere internazionalità e favorire strumenti di accompagnamento alle imprese, per mantenere competitivo il sistema fieristico italiano sui mercati globali.

Per i territori, le fiere rappresentano un’occasione di sviluppo urbano, turistico ed economico; per le imprese, una piattaforma per aumentare visibilità e fatturato; per il Paese, una leva di politica industriale capace di generare valore e posti di lavoro.

In sintesi, il video diffuso per la Giornata mondiale delle fiere e la campagna “Fiere, motore del Made in Italy” non sono solo strumenti di comunicazione: sono la testimonianza di un ecosistema che mette in relazione produzione, servizi e internazionalità, confermando il ruolo strategico delle esposizioni nella ripresa e nel consolidamento della competitività italiana.

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